Il richiamo è forte. Il mare della provincia di Latina può essere una grande e inespressa risorsa per alcuni aspetti e un irresistibile richiamo per le sue bellezze, anche tra i fondali. «Attira molto i diportisti, questa è una zona molto bella», osserva il capitano di fregata Angelo Napolitano, 48 anni, dallo scorso settembre comandante della Capitaneria di Porto di Gaeta.
Ha raccolto il testimone da Federico Giorgi. Gli oltre cento chilometri di costa, che accarezzano il territorio pontino dal Garigliano risalendo fino all'Astura, sono tutti diversi, sia nei paesaggi sia nelle problematiche che affrontano quotidianamente gli operatori del mare. Il fenomeno che viene seguito con grande attenzione è quello della pesca sportiva, che può sconfinare nella vendita di pesce senza tracciabilità. Chili e chili di pesce spesso finiscono poi sulle tavole dei consumatori.


I numeri a ridosso di Natale hanno portato a 70 controlli in mare e hanno interessato pescatori sportivi, professionali, grande distribuzione e i veicoli adibiti ai trasporti che hanno poi portato la Capitaneria di Porto ad elevare sanzioni amministrative pari a 10mila euro. «E' un fenomeno che monitoriamo con grande attenzione e riguarda la tracciabilità del pesce che finisce sulle tavole dei consumatori della nostra provincia. Capita spesso che alcuni pescatori sportivi - ricorda Napolitano - portano quello che pescano direttamente ai ristoranti o presso altre attività commerciali senza i controlli sanitari necessari», ribadisce l'alto ufficiale. Il periodo delle feste come accade ogni anno è quello dove c'è una grande richiesta e i prezzi salgono in maniera vertiginosa. Questa fase ha permesso di controllare i prodotti ittici nei supermercati e nelle pescherie per evitare il rischio che i consumatori potessero acquistare prodotti non a norma e quindi non sicuri.