La prossima udienza fissata per il 12 gennaio sarà dedicata alle richieste di concordato del processo Astice- Petrus, due tronconi investigativi che avevano portato a scoprire alcune falle all'interno del carcere di Latina, dove potevano entrare derrate alimentari e droga. L'altro binario invece aveva portato le indagini a ricostruire una rete di spaccio la cui i base operativa era Pontinia e interessava altri centri della provincia di Latina. Le richieste saranno dunque formalizzate. Alcuni dei 25 imputati tra cui Salvatore Di Girolamo, hanno presentato la richiesta di concordato, uno strumento processuale che equivale ad una sorta di patteggiamento. In questo caso la richiesta è di quattro anni e sei mesi.
A seguire il 24 gennaio dopo la discussione con l'intervento delle parti è prevista la sentenza.
I reati contestati nei confronti degli imputati, tra cui anche alcuni agenti che prestavano servizio nella casa circondariale di via Aspromonte, sono quelli di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa aggravata, ricettazione, detenzione illegale, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di arma da sparo.
Nel settembre del 2019 - nel corso di una operazione congiunta di Polizia Penitenziaria e Carabinieri del Nucleo Investigativo - erano state emesse le misure restrittive richieste dai pubblici ministeri Valerio De Luca e Giuseppe Bontempo e le indagini erano nate dopo il ritrovamento di cocaina in una zuccheriera all'interno di una cella del carcere di via Aspromonte. Era stato un detenuto straniero a indirizzare gli accertamenti verso una direzione che avevano portato poi a ricostruire oltre che la rete dello spaccio anche le compiacenze di alcuni agenti di Polizia penitenziaria.