L'inchiesta era scattata a seguito dell'invio di una lettera anonima e i successivi approfondimenti dei Carabinieri del Nas avevano portato a contestare i reati di truffa ai danni dello Stato nei confronti di alcuni dipendenti dell'Ares 118. In Tribunale davanti al giudice Giuseppe Cario ieri ha scelto il rito abbreviato uno degli imputati, L.P., ed è stato condannato a otto mesi, con la sospensione della pena. Per gli altri il giudice ha disposto il rinvio a giudizio e il processo inizierà il prossimo 28 febbraio davanti al giudice monocratico Laura Morselli. In aula il magistrato ha accolto la richiesta del pm Antonio Sgarrella che aveva chiesto il processo, mentre il collegio difensivo composto dagli avvocati Mastrobattista, Maragoni, Tari, Marcucci e Tomasso ha chiesto il non luogo a procedere; alla fine il giudice ha letto il decreto che dispone il giudizio accogliendo la tesi dell'accusa. Tra meno di un mese il via con la prima udienza nei confronti di: P.M., G.N., M.V., P.M., M.P., ritenuti i presunti responsabili del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato come avevano contestato gli inquirenti. Erano stati gli investigatori del Nas di Latina, diretti dal capitano Felice Egidio, a monitorare i movimenti di due camici bianchi, che hanno 55 e 61 anni, e avevano preso in esame i tabulati telefonici. Nei confronti dei due uomini era stata disposta la sospensione, sulla scorta della richiesta del Procuratore Giuseppe de Falco, accolta dal gip Giuseppe Molfese che aveva firmato l'applicazione di una misura interdittiva emessa quasi un anno fa.