Condanna a tre anni e sei mesi per una donna di origine straniera di 56 anni accusata di aver aggredito, insieme al padre, l'ex compagno. Nel corso dell'episodio contestato e finito al centro di un processo che si è concluso ieri, l'uomo aveva perso un occhio. La donna è ritenuta la presunta responsabile del reato di lesioni gravissime e di maltrattamenti. I fatti sono avvenuti in una manciata di ore, nella notte tra il 20 e il 21 gennaio del 2021 vicino Latina e nei confronti dell'imputata era stato emesso anche un divieto di avvicinamento: doveva restare ad una distanza di 500 metri dalla parte offesa. Era stato il pubblico ministero Martina Taglione, insieme al Procuratore Aggiunto Carlo La Speranza, a coordinare la delicatissima indagine che aveva portato sul registro degli indagati la 56enne.


L'uomo si è costituito parte civile ed era rappresentato in aula dall'avvocato Liliana Tari mentre i due imputati sono difesi dagli avvocati Luigi Fioretti e Francesco Abballe. Per accertare la gravità della ferita all'occhio, la Procura - in fase di indagini preliminari aveva affidato l'incarico al medico legale Cristina Setacci e le conclusioni delle operazioni peritali sono finite nel fascicolo del dibattimento. La Procura aveva contestato anche l'aggravante per via del rapporto affettivo che c'era nella coppia. I conflitti - secondo quanto ricostruito - sono iniziati quando l'uomo aveva chiesto l'affido del figlio minore e i rapporti a quel punto sono diventati sempre più difficili, fino a quando un anno fa sono sfociati con la violenza. In base all'accusa l'uomo è stato aggredito con uno stratagemma e la donna, insieme a suo padre, gli ha infilato un dito nell'occhio «ad uncino, provocando lo scoppio del bulbo oculare», avevano osservato gli inquirenti.