«E' sempre necessario identificare il paziente mediante documento e verificare la relativa corrispondenza dei dati con quanto compilato sul modulo sia in fase di accettazione sia al momento stesso di esecuzione del test». A richiamare l'attenzione sul rischio di truffe per ottenere il Green pass senza sottoporsi al vaccino è stata Federfarma che ha scritto a tutti gli associati per prevenire uno scambio di identità tra positivo e chi, non essendolo, vuole ottenere il super Green pass da non vaccinato.

Si sono verificati casi di soggetti positivi al virus che hanno prestato il fianco ad operazioni penalmente sanzionabili. Come? Recandosi in farmacia per effettuare un tampone antigenico fornendo però la tessera sanitaria di un altro cittadino non vaccinato: un positivo compiacente, che già sa di avere il Covid, va a fare il tampone in farmacia con la tessera sanitaria di un'altra persona; dieci giorni dopo è quest'ultima a presentarsi in farmacia per fare il tampone, risultando negativa. E così ottiene il green pass senza aver fatto il vaccino.
Attraverso tale raggiro, il non vaccinato - recandosi a fare il test a distanza di una decina di giorni dalla "finta" positività ottiene fraudolentemente un Green pass da guarigione della durata di sei mesi. L'importante è che i protagonisti della truffa abbiano lo stesso sesso e un'età compatibile con quella che si legge sulla tessera sanitaria. L'invito da parte di Federfarma alle farmacie e ai farmacisti che effettuano i tamponi è «di prestare la massima attenzione agli scambi di persona per garantire un tracciamento reale della diffusione del virus invitando le farmacie a non eseguire tamponi e test sierologici a chi si presenta senza un documento di riconoscimento valido».

Questa truffa, per chi la mette in atto, è molto meno rischiosa rispetto al comprare costosi Green pass falsi nei vari gruppi Telegram nati proprio per contrabbandare certificazioni verdi. E non è nemmeno detto che, dopo aver sborsato dai 300 ai 500 euro, questa funzioni o venga realmente mandata. Anche se non è escluso che chi si reca in farmacia sapendo di risultare positivo al tampone non decida di chiedere comunque dei soldi a chi poi riceverà il tanto agognato Green pass.