Meno arretrati, indici di ricambio positivi che proiettano il Tribunale di Latina sul podio, ma resta il nodo della prescrizione. In occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario a Roma, nella relazione del presidente della Corte d'Appello Giuseppe Meliadò, il Tribunale viene promosso.

Negli ultimi anni nell'ambito di un piano della presidente Caterina Chiaravalloti, sono state ottimizzate le risorse per smaltire l'arretrato. «Ha complessivamente registrato un aumento delle definizioni e delle pendenze in tutti i settori, con indici di ricambio positivi. Sono dei dati che debbono essere valorizzati in considerazione non solo dei rallentamenti conseguenti al perdurare dell'emergenza epidemiologica ma, soprattutto, della complessità del contenzioso», ha osservato Meliadò. Nella sezione gip-gup, un'area nevralgica, i dati sono indicativi: «C'è un sensibile aumento delle definizioni di procedimenti a carico di soggetti noti, passate dalle 6.700 dello scorso anno alle 8043 di quest'anno, con un aumento del 20%. Le pendenze sono diminuite del 10,6% quanto ai processi di competenza collegiale (sono 495 a fronte delle 554 del periodo precedente), del 7,3% quanto ai processi di competenza monocratica (ove sono 11.209, a fronte delle 12.093 del periodo precedente) e del 15,8% quanto ai procedimenti pendenti presso la sezione gip-gup (ove sono 8.525, a fronte delle 10.121 del periodo precedente)». Infine Meliadò ha messo in luce la complessità di alcuni processi: «Un rilevante numero dei procedimenti presso la Direzione distrettuale antimafia di Roma vengono trattati a Latina, quale sede territorialmente competente, essendo, nel Lazio, il circondario più interessato da fenomeni di criminalità organizzata e criminalità comune». Resta sempre alto invece il numero dei processi che si conclude con un non doversi procedere per prescrizione. La percentuale è la più alta di tutto il Lazio e si attesta al 13,6% per l'udienza collegiale e al 38,3% al monocratico per un totale al dibattimento che arriva al 37%, mentre alla sezione gip-gup è pari al 31%. Nella regione la media complessiva al dibattimento di processi prescritti è pari al 15,8%, meno della metà del dato di Latina. Per quanto riguarda la durata del processo penale, per l'udienza collegiale il 55% dei processi si conclude dopo due anni, mentre la percentuale sale al 73% per le udienze monocratiche, ed è la più alta in tutto il distretto della Corte d'Appello. I dati emergono dalle tabelle dei procedimenti penali definiti per tipo, rito e classe di durata.

Sul fronte civile come ha rimarcato Meliadò: «Il Tribunale di Latina ha avuto una sopravvenienza totale di 15.818 procedimenti civili, con un aumento del 4% rispetto alla sopravvenienza al 30 giugno 2020 (pari a 15.261 procedimenti). Le definizioni nell'anno sono state pari a 18.802, con un aumento dell'8% rispetto alle 17.456 definizioni del precedente anno. Le pendenze finali sono diminuite dell'11% (passando dai 26.454 procedimenti del 30 giugno 2020 ai 23.470 procedimenti del 30 giugno 2021), con aumento del già positivo indice di ricambio complessivo da 114,4 a 118,9». Rispetto al passato sono stati fatti molti passi avanti nonostante una scopertura di organico che supera il 30%. Ci sono meno arretrati ed è un risultato importante ora il nuovo obiettivo è puntare ad abbassare i processi che si prescrivono.