E' stato accolto il ricorso discusso lo scorso 13 gennaio a Roma presentato dalla Procura e dal pm Marco Giancristofaro relativo all'inchiesta che aveva portato all'identificazione di una gang di indiani, coinvolta nell'omicidio di Jagsheer Sumal Sing un connazionale ucciso a Borgo Montello. Il magistrato aveva impugnato la decisione del gip in merito all'applicazione di una misura restrittiva come quella dei domiciliari per alcuni indagati che erano già detenuti comunque in carcere. Nei giorni scorsi i magistrati hanno sciolto la riserva. Gli indiani oltre ad essere coinvolti nell'omicidio del 29enne e che dovevano rispondere del reato di lesioni, erano stati arrestati in un altro procedimento penale relativo a delle aggressioni che si sono consumate tra Aprilia e Latina. Gli stranieri tra cui Singh Jiwan sono ritenuti i presunti responsabili di una serie di pestaggi tra Aprilia e Latina dove hanno minacciato e massacrato di botte diversi connazionali e li hanno minacciati in caso di eventuale denuncia. Nel provvedimento era emersa una priorità: quella di salvare l'incolumità delle persone offese.

Il capo carismatico - sempre secondo l'accusa - è Singh Jiwan, indiano di 38 anni. E' lui che ha progettato i pestaggi e che quella sera a Borgo Montello ha fornito le indicazioni ai suoi uomini. Le indagini sull'omicidio erano state condotte dalla Squadra Mobile quelle sui pestaggi in serie dai Carabinieri.