Condanna confermata a nove mesi con la sospensione della pena nei confronti dell'uomo, L.M., queste le sue iniziali che aveva speronato l'auto della sua ex in pieno centro a Latina. L'episodio su cui avevano indagato i Carabinieri del Comando Provinciale era avvenuto nel luglio del 2019 in pieno centro a Latina. Le indagini avevano permesso di risalire al presunto autore degli atti persecutori che avevano ingenerato nella parte offesa un forte stato di agitazione e anche ansia. La giovane studentessa residente a Latina, era stata costretta anche a cambiare le sue abitudini.
Una volta che erano state depositate le motivazioni dal giudice monocratico del Tribunale di Latina Laura Morselli, dopo la sentenza emessa nel luglio del 2020, il difensore dell'imputato l'avvocato Marco Rossi, ha impugnato la sentenza di condanna a nove mesi e in Corte d'Appello i magistrati hanno condannato l'uomo a nove mesi con la sospensione della pena. In primo grado il giudice aveva derubricato il reato di lesioni in violenza privata ma era comunque arrivata la condanna per il reato di stalking.


La sequenza finita al centro del processo si era consumata una domenica pomeriggio a Latina quando la vettura su cui viaggiava la parte offesa insieme al suo nuovo fidanzato, era stata inseguita e poi speronata all'altezza dell'incrocio tra viale XXI aprile e viale Marconi. L'imputato dopo che era sceso dall'auto era scappato facendo perdere le tracce ma in un secondo momento era stato individuato e indagato. La ragazza che all'epoca dei fatti era minore, in sede di denuncia aveva raccontato ai Carabinieri del Nor che il movente di quell'azione molto plateale sarebbe stato uno scatto di gelosia da parte del suo ex che non accettava la fine della relazione con la giovane.