Da Bari l'inchiesta che ha portato ad una raffica di perquisizioni in tutta Italia per detenzione di materiale pedopornografico, è arrivata in provincia di Latina. Sono due gli indagati a piede libero a seguito del ritrovamento sui computer di due giovani (tra cui un minore), di materiale pedopornografico con foto di adolescenti raccapriccianti. Gli agenti della Polizia Postale di Latina - su delega della Procura di Bari - hanno perquisito l'abitazione di un 47enne del capoluogo, un incensurato ritenuto insospettabile. L'uomo è intestatario di una utenza telefonica utilizzata dal figlio che ha 17 anni. Dagli accertamenti della Polizia Postale è emerso che da quell'indirizzo erano stati scaricati dei file dal contenuto inequivocabile condivisi su un cloud (un archivio on line) tramite una piattaforma riconducibile ad un dominio straniero. Nel corso della perquisizione, gli agenti hanno sequestrato il personal computer utilizzato dal ragazzo la cui posizione in questo caso sarà valutata dal Tribunale per i Minori di Roma, competente per i reati commessi dagli under 18. Non è escluso - alla luce delle risultanze investigative - che la posizione del genitore possa essere archiviata. Nell'inchiesta sono oltre 200 le persone indagate a piede libero sempre per lo stesso reato e al centro dell'indagine ci sarebbero centinaia e centinaia di foto di minori scambiate e condivise dagli indagati. In provincia di Latina oltre al controllo scattato nel capoluogo, gli investigatori hanno controllato l'abitazione di un 25enne, residente in questo caso a Cisterna indagato a piede libero per detenzione di materiale pedopornografico. Anche in questo caso la Polizia ha sequestrato delle foto e altre immagini oltre che i dispositivi elettronici, a conferma dei riscontri raccolti in un primo momento.
Secondo l'ipotesi accusatoria, i due indagati pontini utilizzavano la piattaforma dove condividevano le immagini dei minori insieme ad altre persone che sono state individuate e denunciate nello stesso contesto investigativo che ha interessato oltre che Bari anche Roma e il Nord Italia. Le indagini intanto proseguono nel più stretto riserbo.
Non è questa la prima inchiesta di pedofilia che interessa la provincia di Latina: pochi mesi fa la Procura di Trento aveva chiuso un'altra indagine altrettanto delicata nei confronti di un giovane studente del capoluogo, la cui fedina penale era immacolata, indagato a piede libero con l'accusa di aver scaricato sul telefono immagini di minori. Si era concluso invece due mesi fa a Roma con una sentenza di condanna a un anno e quattro mesi con il rito abbreviato, il processo nei confronti di un giovane A.Z., anche in questo caso di Latina, 24enne, finito agli arresti domiciliari e ora in libertà accusato di detenzione di materiale pedopornografico. In questo caso l'inchiesta era stata coordinata dal pubblico ministero della Procura di Roma, Pantaleo Polifemo. Sempre in questa indagine erano stati sequestrati dei file audio.