È rimasto in silenzio Traian Titi Andone, il romeno di 35 anni arrestato mercoledì dalla Polizia per i venti chili di stupefacenti, tra hascisc e cocaina, e le due pistole di provenienza illecita che nascondeva in un'abitazione in uso a lui nelle campagne tra Borgo Santa Maria e Borgo Sabotino: assistito dall'avvocato di fiducia Sandro Marcheselli, l'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere ieri mattina in occasione dell'interrogatorio di convalida. Una scelta che, ovviamente, non gli ha risparmiato la custodia cautelare in carcere ordinata a suo carico dal giudice per le indagini preliminari Giorgia Castriota, che ha disposto anche il sequestro di 35.000 euro in contanti, una somma conservata in una busta sottovuoto insieme alla droga e per questo considerata, in assenza di redditi, provento dell'attività illecita.
L'arresto del romeno risale alla giornata di mercoledì, quando era stato fermato al centro di Borgo Santa Maria mentre entrava in farmacia. A fermarlo erano stati gli investigatori della Squadra Mobile delle questure di Roma e Latina impegnate in attività d'indagine che hanno visto convergere una serie di sospetti proprio sul suo conto: probabilmente i poliziotti non si aspettavano di trovare una quantità simile di stupefacenti, ma erano piuttosto convinti che l'uomo fosse coinvolto in un affare illecito di portata considerevole.


Il pretesto per procedere al controllo è stata la verifica dei documenti, che Traian Titi Andone non aveva con sé, oltretutto circolando con un Tmax Yamaha sprovvisto di copertura assicurativa e intestato a un pregiudicato. Fatto sta che il romeno sosteneva di vivere in una roulotte ferma al centro di un terreno all'interno del comprensorio edilizio Consorzio Macchia Grande, ma una volta raggiunta la presunta dimora, gli agenti avevano trovato all'interno della casa viaggiante un uomo che sosteneva di essere il proprietario del terreno e di essersi isolato in quel luogo perché risultato positivo al covid.


Lo straniero però aveva con sé una serie di chiavi e un telecomando che apriva il cancello di una villetta adiacente. Una delle chiavi apriva la dependance, per questo considerata in uso esclusivo a lui, sebbene la proprietà sia abitata da un Vigile del fuoco di 57 anni che presta servizio al comando di Anzio. Fatto sta che i due chili e mezzo di cocaina e i panetti di hascisc per un totale di quasi venti chili, erano conservati nella casetta di servizio usata dal romeno, nascosti insieme alle due pistole con matricola abrasa, ossia una calibro 6,35 corredata di munizioni e modificata con l'aggiunta del silenziatore, e un revolver calibro 380. A completare la scorta, il denaro e il materiale utile alla suddivisione della droga in dosi.
Il successivo controllo dell'abitazione principale, ha poi permesso di trovare altri 270 grammi di marijuana che sono costati una denuncia a piede libero per il 57enne proprietario di casa. Stessa sorte per un quarantenne di strada Chiesuola, che invece conservava un etto tra hascisc e marijuana. Non è chiaro se tra i tre indagati possa esserci un esso, ma gli investigatori sono al lavoro per contestualizzare il ruolo del romeno, considerato il custode di armi e droga, per risalire all'organizzazione criminale per la quale lavora.