Il tribunale del Riesame ha confermato solo in parte l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giuseppe Cario nei confronti di Pierpaolo Marcuzzi. L'ex vicesindaco resta ai domiciliari per i reati di tentata truffa e di falso ideologico, mentre il collegio ha disposto l'annullamento dell'ordinanza custodiale relativamente al capo di imputazione numero 8, ovvero l'ipotesi di reato di turbata libertà di scelta del contraente relativamente alla gara d'appalto per l'aggiudicazione dei lavori alla tribuna dello stadui Vittoria di Borgo Hermada.


Per questa ipotesi di reato, con l'annullamento della misura, il tribunale ha disposto la liberazione, solo formale, di Marcuzzi, lasciando intatte le misure per le altre. Una circostanza non di poco conto, secondo la difesa rappresentata dagli avvocati Giulio Mastrobattista e Atena Agresti, che ha già annunciato il ricorso in Cassazione e la presentazione a breve di un'istanza per il deposito delle motivazioni. «Ci dichiariamo parzialmente soddisfatti per l'annullamento dell'ordinanza per il reato che comunque ritenevamo il più grave rispetto alle condotte che ci vengono contestate, e che ci veniva contestato come consumato, l'unico reato proprio contro la pubblica amministrazione. Quanto all'ipotesi della tentata truffa, rivendichiamo la correttezza del procedimento amministrativo e anche la correttezza del comportamento di Marcuzzi, che in tutti gli atti ha osservato quello che le norme regionali imponevano. Non c'è da nessuna parte una norma regionale che dice che possono essere finanziate solo le opere che sono andate distrutte, e non anche quelle danneggiate. E dire che quella tribuna non era danneggiata è dire una cosa non vera».