Giù le serrande. Abbassarle sta toccando un po' a tutti i commercianti: a chi prima, a chi dopo. La causa? Il contagio alle stelle che sul nostro territorio, attualmente, fa mille casi al giorno. Tra positività e obbligo di quarantena, il numero delle persone costrette in isolamento al momento supera le 40mila unità: sono esattamente 41.586 i pontini costretti a casa.

Un dato importante che si ripercuote sulle attività commerciali sia per quanto riguarda il numero ridotto dei clienti, sia proprio per la chiusura obbligata dovuta all'impossibilità di recarsi sul posto di lavoro: nelle cucine e nelle sale dei ristoranti come dietro ai banconi dei bar. Insomma piove sul bagnato. La mannaia del Covid continua a colpire i pubblici esercizi, già falcidiati in passato durante l'era del lockdown. Dopo aver messo alle spalle il periodo della zona rossa, tra un coprifuoco e un altro, e dopo aver ammortizzato l'introduzione dell'obbligo Green pass, a dare un'ulteriore impulso negativo alla crisi economica ci si è messa l'esplosione del contagio che mai aveva toccato i numeri attuali. Durante il periodo delle feste si sono raggiunti livelli molto alti, ma il mese dei record è stato gennaio con quasi 40mila contagi registrati da Capodanno al 31. La rapidità di diffusione della variante Omicron, meno pericolosa sia del ceppo originario del virus sia della variante Delta ma molto più trasmissibile, ha costretto gli esercenti a chiudere i propri locali. Ai più fortunati è toccato fermarsi solo per qualche giorno, molti invece si sono visti costretti a tenere le serrande abbassate per più tempo. Tanto è dipeso dalla repentinità con cui si è affrontata la situazione: meglio chiudere subito al primo positivo, piuttosto che rischiare di tenere aperto trovandosi poi con tutto il personale positivo.

Da nord a sud della provincia, dal centro alla periferia del capoluogo: ovunque chi fa questo lavoro ha dovuto combattere con la quarantena. Una quarantena anche preventiva, per preservare dipendenti e clienti. E con una giusta prevenzione si riesce, spesso, a evitare di dover restare chiusi per un sacco di tempo.

Nel complesso quella degli esercenti resta la categoria più colpita a livello economico dalla diffusione della pandemia. E al conto salato della pandemia, adesso, va aggiunto anche il nuovo caro bollette che ha visto un incremento importante. Ma qual è il trend ipotizzato dagli esperti per i prossimi mesi? Le previsioni attuali (vedrebbero con l'inizio della primavera un'inversione di tendenza) vanno prese con le molle dai titolari delle attività per non rischiare di ritrovarsi, come successo in passato, con le speranze disilluse.