"Siamo vicini al collasso, il nostro settore rischia la paralisi". Un grido d'allarme, quello lanciato dagli autotrasportatori del territorio che finora è rimasto inascoltato. E adesso hanno deciso di passare all'azione. Lunedì mattina si ritroveranno davanti al Mercato ortofrutticolo di Fondi. All'alba gli autisti del territorio piazzeranno i loro camion davanti all'entrata del Mof, spegnendo i motori in forma di protesta contro "una situazione ormai diventata insostenibile", a seguito dei continui aumenti del carburante, dell'energia, dei ricambi, dell'Adblue: rincari ormai fuori controllo andati avanti nella totale indifferenza del Governo.

Dopo le continue richieste di intervento senza che siano state prese in considerazione, gli autotrasportatori hanno deciso di ritrovarsi lunedì mattina davanti al grande mercato ortofrutticolo di Fondi: si tratta di una manifestazione assolutamente pacifica. Dall'alba fino al tramonto resteranno lì perché il settore dei trasporti non ce la fa più. A denunciare questo stato di cose è arrivata la nota della Federazione Autotrasportatori Italiani della Provincia di Latina e Frosinone. "L'aumento del costo del gasolio, che nell'ultimo anno ha subito un rincaro di oltre il 30%, e il caro energia (aumento del 55%) hanno impattato in maniera negativa sulla catena del freddo e del trasporto alimentare - hanno sottolineato il presidente Fai provinciale Vincenzo Marzocchi e il segretario della Federazione Diego Pettoni - A questi numeri va aggiunto l'aumento dei ricambi per la manutenzione dei veicoli di circa il 15% e il prezzo dell'Adblue triplicato in pochi mesi. Tutto ciò rischia di costringere le aziende a tagliare costi andando a compromettere la sicurezza dei mezzi circolanti. A questo, poi, va aggiunta la carenza cronica di autisti: è diventato quasi impossibile trovare nuovi trasportatori e molte aziende non possono più spedire le merci perché non c'è chi guida i mezzi. In Italia - hanno aggiunto Marzocchi e Pettoni - mancano circa 20 mila autisti. Oggi l'età media di un autista nel nostro paese è di 54 anni, non c'è più ricambio generazionale. I giovani non si avvicinano a questa professione per vari motivi: dai costi elevati per conseguire le patenti, alla visione spesso stereotipata della figura del camionista. Il Governo deve intervenire subito in sostegno del settore, altrimenti in breve tempo l'autotrasporto rischia la paralisi e migliaia di aziende falliranno, cosa che impatterà inevitabilmente sulla distribuzione delle merci e sull'intero sistema produttivo. L'autotrasporto è un settore strategico, deve essere tutelato".