Continueranno a suonare le campane del Santuario di Santi Cosma e Damiano? Questo è l'interrogativo che circola tra i cittadini locali, che rischiano di perdere una delle grandi tradizioni locali. Ciò perché un abitante del centro storico ha diffidato il parroco, don Fabio Gallozzi, invitato a ridimensionare il volume delle campane, per problemi personali di salute. Una richiesta basata sul turbamento della tranquillità della famiglia e su un presunto inquinamento acustico. Per cui tutti i rumori causati dalle campane, dovrebbero cessare. È stato lo stesso parroco che domenica scorsa ha annunciato, durante la liturgia domenicale, l'arrivo della diffida. Ovviamente i fedeli non hanno preso molto bene questa iniziativa e hanno manifestato la loro contrarietà, in quanto il Santuario dei santi medici, insieme alle sue campane, ha una storia e una grande tradizione che si tramanda da centinaia di anni. «Basti pensare - hanno affermato alcuni cittadini sancosimesi - che già nel 1799 le campane suonarono per avvertire la comunità di un attacco dei francesi. Le campane del nostro Santuario hanno una storia, in quanto scandiscono le celebrazioni liturgiche, le manifestazioni di preghiera e i momenti più importanti della comunità cristiana, fra cui feste e lutti. Addirittura gli autobus pubblici, partono col suono delle campane, il cui suono, di certo, non può essere ridimensionato, visto hanno oltre un secolo e non sono certo a volume». Sta di fatto che comunque il parroco ha ridotto lo scampanìo, che è previsto alle sette del mattino, alle dodici, alle quindici e alle diciannove. «Non è possibile vivere in un paese - hanno aggiunto i cittadini - per giunta dotato di un Santuario, senza il suono delle campane. È una tradizione che deve continuare, anche perché il suono che proviene dal campanile, da sempre, riveste la funzione di torre civica ed è riferimento per la scansione dell'orario quotidiano». I cittadini di Santi Cosma e Damiano non demordono e annunciano che continueranno a sostenere quella che è una tradizione, alla quale la comunità non può rinunciare. Per ora i rintocchi continuano e vedremo, nei prossimi giorni, quali saranno gli sviluppi.