L'arresto dello spacciatore marocchino, alcuni giorni fa, nel centro abitato di Borgo Montello, innesca una serie di considerazioni finite già al vaglio degli investigatori della Questura, ma è anche il sintomo di un fenomeno che sta prendendo piede già da qualche tempo: la diffusione dell'eroina nella comunità indiana trapiantata nel territorio pontino, diventata ormai l'ossatura portante per l'intero comparto agricolo. Un affare illecito, la vendita dell'eroina, che le organizzazioni criminali non si stanno lasciando sfuggire, meritando persino l'attenzione di sodalizi criminali esterni alla malavita latinense come testimonia appunto l'ultima operazione di polizia giudiziaria.
Il consumo di oppiacei tra i braccianti agricoli con lo scopo di alleviare le fatiche e un'alimentazione troppo spesso inadeguata, non deve essere considerata una consuetudine, ma è largamente diffusa, come testimoniano i frequenti sequestri di bulbi di papavero che hanno caratterizzato le cronache degli ultimi anni. Qualcosa di più di un solo fatto culturale, che in alcuni contesti, troppi secondo le statistiche delle Aziende sanitarie locali, degenera nella tossicodipendenza.