Ha presentato una richiesta di revoca della misura cautelare Mario Graziano Esposito, imputato nel processo per lo scandalo dei concorsi della Asl. La richiesta è stata presentata dal legale dell'imputato, l'avvocato Luca Giudetti, al presidente del Collegio Penale del Tribunale Aldo Morgigni.

C'è anche il parere favorevole da parte del pubblico ministero Valerio De Luca in merito alla revoca del provvedimento emesso in fase di indagini preliminari dal giudice Giuseppe Cario. Adesso la parola spetta al presidente del Collegio che dovrà sciogliere la riserva.
Nei giorni scorsi il processo è entrato nel vivo e si è svolta una tra le udienze più importanti che vede imputati anche l'ex segretario provinciale del Pd Claudio Moscardelli e l'ex dirigente della Asl Claudio Rainone. In aula hanno deposto i vertici della Asl: dall'attuale manager Silvia Cavalli al suo predecessore Giorgio Casati. Come aveva sottolineato l'attuale direttrice nel corso della sua lunga deposizione, una volta che si è insediata alla guida dell'azienda sanitaria locale nel marzo del 2021, si è subito accorta di una serie di anomalie e in un secondo momento ha cercato di ricostruire, come se fosse un vero e proprio puzzle, cosa non andava nei due concorsi. «Arrivavano diverse lettere anonime», ha sottolineato la testimone rispondendo alle domande del pm e del collegio difensivo. «E una delle prime problematiche affrontate è stata proprio quella del concorso», aveva aggiunto.

Nel corso della prossima udienza fissata per l'otto aprile è attesa invece la deposizione dell'Assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato, ascoltato in fase di indagini preliminari lo scorso giugno in Procura dal magistrato inquirente.
Il sistema scoperto nel corso di una doppia indagine di Guardia di Finanza e Squadra Mobile poi confluita in una ordinanza cautelare eseguita in due tranche (una emessa a maggio e l'altra a luglio) aveva permesso di scoprire un sistema che sembrava collaudato per aiutare alcuni raccomandati a superare i concorsi indetti dalla Asl. Sono due quelli finiti sotto la luce dei riflettori.

Nel provvedimento restrittivo emesso nei confronti sia di Ranone che di Esposito il reato ipotizzato è quello di falso in atto pubblico e di violazione di segreto d'ufficio, «per avere in concorso tra loro formato diversi falsi verbali di seduta della Commissione di cui facevano parte, e per avere acquisito con largo anticipo i contenuti dei quiz e delle domande da sottoporre ai candidati del concorso e di averle divulgate ad alcuni di loro per agevolarne il posizionamento utile nella graduatoria del concorso», era stata questa la prospettazione dell'accusa e che le difese puntano a sconfessare.

Nei giorni scorsi il Collegio penale aveva revocato gli arresti domiciliari per gli altri due imputati Claudio Moscardelli e Claudio Rainone, che erano tornati in libertà.