«Ho riconosciuto la sua voce, l'ho sentito urlare "abbandonate la nave" guardando le immagini in televisione, ho avuto tanta paura, adesso sto aspettando che torni dalla Grecia dove lo stanno ancora interrogando». A parlare è Valeria, moglie di Gaetano Giorgianni, il primo ufficiale dell'equipaggio che la notte tra il 17 e il 18 febbraio si trovava a bordo dell'Euroferry Olympia della Grimaldi Lines, il traghetto andato a fuoco ad una decina di miglia a nord della costa greca di Corfù. «Ho parlato con lui per l'ultima volta in mattinata (ieri, ndr), gli si stava scaridando il cellulare, veniva da una nottata di interrogatori, si trova a Corfù e non so ancora quando lo rimanderanno a casa - ha aggiunto la moglie di Gaetano - Mio marito ha aiutato tante persone a salire sulle scialuppe». L'inferno sulla Euroferry Olympia è scoppiato poco dopo le 4 della notte e in pochissimo tempo ha devastato l'intero traghetto, partito tre ore prima da Igoumenitsa e diretto a Brindisi. Dei 239 passeggeri (a bordo c'erano anche 51 membri dell'equipaggio) la maggior parte sono stati tratti in salvo ma ci sono ancora 12 dispersi e sarebbero tutti autisti di camion, nove dei quali bulgari e tre greci. Le operazioni di salvataggio, lunghe e complicate, sono iniziate tempestivamente e condotte in prima linea anche da Gaetano. Un intervento che ha salvato la vita nel giro di poche ore a 243 persone portate subito in salvo a Corfù. Con quelli soccorsi dai greci, il numero complessivo dei salvati è salito a 278.