C'è un filo rosso che corre nell'indagine "Dune" e che collega il lungomare di Sabaudia al palazzo comunale. Un filo rimasto nascosto per mesi, sotto la sabbia e scoperto nonché spezzato dalla meticolosa indagine dell'Arma dei Carabinieri. Il Nucleo investigativo del Reparto Operativo provinciale ha iniziato a indagare sugli omessi versamenti dei canoni annuali delle concessioni demaniali, a cui erano seguiti dei provvedimenti da parte del Responsabile del Settore Economico-Finanziario, Patrimonio e Demanio del Comune di Sabaudia nei confronti dei titolari degli stabilimenti che non erano risultati in regola. Il mancato versamento dei canoni dovrebbe comportare la decadenza della concessione ed è qui che vengono messe in atto, in base a quanto riscontrato dagli inquirenti, una serie di azioni finalizzate ad evitare "il problema". Tra gli aspetti principali di questo filone d'inchiesta c'è "l'interesse politico" che ruota attorno al lungomare, quello che avrebbe spinto a pressioni significative su più dipendenti anche da parte del sindaco. Trasferimenti, nonché il rischio di incorrere in sanzioni o nel pagamento di spese legali in caso di ricorsi persi al Tar, questi gli "strumenti" per cercare di condizionare principalmente due dipendenti che nelle rispettive competenze si stavano occupando in primo luogo della revoca della concessione de "La Rosa dei Venti", tentativi di procedere con l'iter previsto dalla normativa vigente che nel caso di uno dei due dipendenti sono stati letti addirittura come un attacco all'amministrazione. La revoca per lo stabilimento arriva, un atto motivato con il fatto che comunque l'attività fosse gestita da soggetti diversi dagli assegnatari della concessione. Una circostanza che rischia di essere letta come un segno di debolezza della giunta Gervasi proprio rispetto quegli equilibri che andrebbero a legare politica e lungomare o meglio con quella categoria considerata anche nel corso delle indagini come "artefice" almeno in buona parte delle sorti politiche della città. Dalle indagini emergono anche una serie di contatti con l'esponente del Sib Mario Gangi in cui appunto si farebbe riferimento alla problematica circa la decadenza delle concessioni dovuta al mancato versamento dei canoni e alla questione legata all' "appoggio politico" . Sotto la lente dei Carabinieri finiscono anche provvedimenti in apparenza scollegati al "sistema Sabaudia" come quello relativo alla riorganizzazione delle competenze di alcuni Settori nonché uffici comunali, passaggi che sarebbero stati finalizzati a consentire un "ricambio" all'interno del Suap rispetto ai responsabili e quindi la figura che materialmente è incaricata a rilasciare le Scia e più in generale le autorizzazioni commerciali comprese quelle dei noleggi.