L'indagine svolta dai Carabinieri, anche attraverso una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali, ha generato anche un terzo filone d'inchiesta, quello che coinvolge l'ex direttore dell'Ente Parco, Paolo Cassola, in concorso con alcuni imprenditori indagati a piede libero. Le ipotesi di reato, nel caso di specie, sono la turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente nelle pubbliche forniture.
Sotto la lente, stavolta, le procedure legate ai finanziamenti messi a disposizione dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, nel 2019, per realizzare interventi per la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici.

L'Ente Parco, coinvolgendo i Comuni di Latina, Sabaudia e San Felice Circeo, ottiene un corposo finanziamento per una somma erogabile di circa cinque milioni di euro. Per redigere le schede progettuali e quelle di sintesi, come ricostruito dagli inquirenti, sono state coinvolte tre società.

Secondo la Procura, le turbative d'asta contestate all'allora direttore del Parco sarebbero state realizzate in concorso con i titolari delle tre società. «Invero, le intercettazioni telefoniche e telematiche effettuate – si legge nel provvedimento firmato dal gip – hanno consentito di evidenziare come gli accordi tra il Cassola e i titolari delle suddette società non fossero finalizzati solo alla stesura delle schede progettuali, ma altresì alla stesura dei progetti veri e propri».
Secondo il teorema della Procura, il direttore Cassola, mediante «collusioni», avrebbe turbato il procedimento di scelta dei contraenti per affidamento del servizio nell'ambito della predisposizione delle schede progettuali per il programma d'interventi finalizzati alla mitigazione e all'adattamento ai cambiamenti climatici.

In particolare, sempre secondo l'ipotesi accusatoria, l'ex direttore avrebbe turbato il procedimento attraverso atti che sarebbero consistiti nell'essersi accordato con i titolari delle imprese «programmando e iniziando i lavori ancor prima della determina di affidamento». «Intento delle turbative poste in essere era, dunque, quello di garantire alle tre imprese amiche la partecipazione non soltanto alla fase prettamente progettuale, ma altresì a quella esecutiva vera e propria».