Dalle indagini dei Carabinieri emergono due situazioni "particolari" legate all'operato particolarmente zelante di altrettanti dipendenti. Siamo sempre nel filone che riguarda le concessioni legato a doppio filo alla riorganizzazione degli uffici comunali. In che modo? Tanto per cominciare con il trasferimento dell' architetto Rosanna Del Duca che nel mese di novembre 2019 diventava Capo Settore XI competente ai Rifiuti lasciando quindi le competenze sul Demanio Marittimo e sull'ufficio Suap. Era stata la Del Duca ad avviare la revoca della concessione rispetto la questione legata a La Rosa dei Venti. Un trasferimento che secondo il gip è diretta "conseguenza della sua condotta zelante, allorquando, proprio mentre era in servizio al Suap aveva attivato il procedimento amministrativo di revoca dell'Autorizzazione" appunto in riferimento a La Rosa dei Venti. Una "punizione" in buona sostanza, questo emergerebbe dalle indagini riservata anche ad un altro dipendente che nei mesi avvia un vero e proprio braccio di ferro per svolgere regolarmente le proprie mansioni. Si tratta dell'architetto Claudio Leone che prende il posto della Del Duca al Suap e riavvia nel mese di febbraio 2020 l'iter legato alla revoca.

Da quel momento iniziano i problemi per il funzionario partendo dalle discussioni con il sindaco Gervasi compresa quella al bar quando Leone viene invitato dal primo cittadino a prendere un caffè. "Uomo avvisato mezzo salvato" questo il tenore della "chiacchierata" in cui come scrive il gip Leone "veniva aspramente rimproverato e minacciato dalla Sindaca soltanto perché aveva intenzione di far revocare, in maniera del tutto legittima, la concessione demaniale". Una situazione pesante per il responsabile del Suap ma forse non la peggiore. Nell'attività di indagine i Carabinieri riscontrano infatti anche altro soprattutto quando il funzionario firma la revoca. Il provvedimento viene "percepito come un atto contro l'immagine della Giunta". Quindi si tenta la "strada" della minaccia economica ai danni dell'architetto Leone attraverso l'eventuale addebitamento delle spese legali ad esempio in caso di ricorso perso. Un passaggio che come si evince dalle indagini poteva diventare una sorta di regola per tutti i capi settore ma che poi non si è concretizzato. "Un attacco all'amministrazione e l'amministrazione risponderà", questi i toni nei confronti dell'operato del responsabile del Suap anche da parte del consigliere Dapit. Un clima invivibile negli uffici comunali almeno per quei dipendenti che non hanno fatto passi indietro.