Sviluppi
05.03.2022 - 13:00
Tra le dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia Andrea Pradissitto iniziano a emergere anche particolari sulla stagione delle vendette del 2010, omicidi e agguati che hanno insanguinato i primi mesi di quell'anno, condizionando gli assetti della criminalità latinense fino ai giorni nostri. Probabilmente è il periodo del quale l'ex affiliato dei Ciarelli è in grado di fornire gli spunti più interessanti, quelli riferiti a circostanze che ha vissuto in prima persona avendo fatto parte in quel periodo del braccio armato del clan di Pantanaccio, ma finora i verbali dei suoi interrogatori utilizzati dai magistrati avevano lasciato trapelare ben poco. Fino al recente impiego di alcune pagine, risparmiate dagli omissis, degli interrogatori resi dal collaborante che la Procura Antimafia sta utilizzando per sostenere le accuse nei confronti degli imputati del processo Reset: uno spiraglio di ciò che il genero di Ferdinando "Furt" Ciarelli è in grado di fornire sullo spaccato dei fatti di dodici anni fa, emerge con un particolare rivelato in merito alla morte di Paolo Celani, morto nel giugno del 2010 a distanza di sei mesi dal suo ferimento a colpi di pistola, un agguato che fu il preludio della guerra tra bande.
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