Una questione legata ai tetti di spesa per l'azienda sanitaria che nel 2012 vennero annullati da un pronunciamento del Tar e che oggi, a 15 anni di distanza, vede la casa di cura, Città di Aprilia, vedersi riconoscere quel credito che vanta appunto da quindici anni, per 891.955,24 euro. Soldi che la Asl di Latina non le aveva mai versato nell'ambito del "Finanziamento e definizione del sistema di remunerazione delle prestazioni ospedaliere e di assistenza specialistica ambulatoriale dei soggetti erogatori pubblici e privati per l'anno 2007".

I fatti
In pratica la Giunta regionale del Lazio aveva fissato l'ammontare di quanto spettava alla clinica di Aprilia per le prestazioni in convenzione garantite durante l'intero anni, in 12.397.642 euro. La Asl di Latina aveva però erogato 11.505.686,76 euro. L'azienda privata quindi, che in questa circostanza era rappresentata dall'avvocato Giuseppe Ibello, aveva preteso anche il differenziale dei corrispettivi dei servizi sanitari resi che ammonta, per l'appunto, a poco meno di 900mila euro. La questione finì, come accennato, anche davanti al collegio del Tar Lazio che, con un pronunciamento del 2012 aveva deciso di annullare la delibera della Giunta regionale nella parte in cui aveva determinato i tetti di spesa (nel gergo comune il "budget") previsti ed assegnati per l'anno 2007.

Sono passati altri cinque anni. La clinica ha proposto il decreto ingiuntivo per ottenere il pagamento del differenziale dell'ammontare dei servizi resi e nel 2017 la Asl aveva deciso di opporsi. La causa era finita davanti al Tribunale di Latina e il giudice incaricato, la dottoressa Giasi, la settimana scorsa ha firmato la sentenza che, in accoglimento delle tesi difensive della Casa di cura, ha respinto l'opposizione della Asl. Il pronunciamento atteso da 15 anni ha di fatto legittimato il credito vantato dal privato che ad Aprilia svolge anche il ruolo di presidio pubblico con tanto di pronto soccorso, e condannato l'azienda sanitaria pubblica anche al pagamento delle spese di giudizio. Sulla scorta di questa decisione ora la direzione amministrativa della struttura di via delle palme potrà attivare la procedura di recupero della cifra vantata e anche degli interessi maturati fino ad oggi.

Soldi che arrivano peraltro in un momento molto delicato dopo alcuni mesi piuttosto turbolenti che hanno portato allo stato di agitazione dei dipendenti e la stessa proprietà a dover anche valutare l'ipotesi di sospendere le prestazioni all'utenza oltre che a dover posticipare il pagamento delle spettanze dei professionisti non dipendenti per il mancato versamento dalla stessa Asl, di un altro milione di euro per le prestazioni straordinarie garantite nel 2020 in quel periodo di emergenza legata all'esplosione della pandemia. Soldi bloccati per la mancata certificazione in Regione delle fatture e per il temporaneo mancato possesso della regolarità del Turc. Situazione che grazie ad un'opera di mediazione tra le parti, ha trovato una strada di conciliazione che ha visto la Asl sbloccare subito delle spettanze, la forza lavoro accettare il ritardo nell'erogazione di alcuni stipendi e la proprietà coprire tutti i debiti tributari. La chiusura dei reparti è stata così sventata.