Aggredito e pestato a sangue perché ritenuto il co-autore degli ultimi furti avvenuti nel territorio di Sezze. Il pestaggio è stato messo in atto da più persone, due nello specifico, che avrebbero cercato anche di dissimulare le motivazioni per cui, nella notte dell'8 marzo, hanno prima inseguito e poi speronato l'auto su cui faceva ritorno a casa un uomo con precedenti penali specifici a causa della sua condizione di tossicodipendente.


Così come avvenuto due settimane fa, il solo fatto di essere in possesso di un tipo di auto, con alcune caratteristiche specifiche, un furgoncino di colore rosso, in questo caso, potrebbe aver messo in moto la psicosi dei "giustizieri della notte". Pronti a fare piazza pulita, con ogni mezzo a loro disposizione, e magari, alla bisogna, anche disposti a mentire circa le vere ragioni che li hanno condotti a generare panico e leggende metropolitane. Ma come sarebbero andati i fatti? Secondo una prima ricostruzione intorno alle 23 della notte dell'8 marzo un uomo sarebbe stato speronato e mandato fuori strada all'altezza di un noto ristorante di Sezze, sito all'imbocco di via Colli. Prima però sarebbe stato fermato in via Marconi, da una donna che avrebbe tentato di rallentare la sua marcia in strada. Non conoscendola, l'uomo che viaggiava a bordo del furgone rosso, avrebbe tirato dritto riprendendo la via di casa. Sarebbe stato a quel punto che due uomini che procedevano su un'auto di grande cilindrata provenendo dal senso contrario di marcia, lo avrebbero prima abbagliato e poi speronato, costringendolo a fermarsi. Aperta la portiera, preso per un braccio e trascinato fuori dall'abitacolo con forza, preso a calci e pugni, fino al sanguinamento e poi, per completare l'opera, distrutto il cellulare per impedirgli di lanciare una richiesta di aiuto o di fuggire, avendogli sequestrato anche le chiavi dell'auto.

Ciò che gli aggressori non potevano immaginare è che di lì a poco sarebbe passata una pattuglia dei Carabinieri, allertata proprio da qualcuno che nella notte aveva notato qualche ora prima, la presenza di un furgoncino rosso, nei pressi di un'abitazione dove i residenti temevano si stesse consumando l'ennesimo furto. Una segnalazione, quella del furgoncino rosso, che da alcuni giorni faceva vivere nel panico i familiari del ragazzo. Dal momento che sembrava venisse visto ovunque i cittadini segnalavano ipotetici furti.

Sul fattaccio indagano i Carabinieri di Sezze che, acquisite anche le immagini delle telecamere sparse sul tragitto indicato, potrebbero giungere presto a nuove e diverse conclusioni, visto che nell'immediatezza della ricostruzione dei fatti i due aggressori, tutt'altro che sconosciuti alla vittima, uno dei quali noto picchiatore, avrebbero fornito tutt'altra versione dei fatti: il presunto inseguimento del malcapitato e il pestaggio, per aver inseguito l'auto della fidanzata di uno dei due aggressori. Si direbbe: quando il caso è temerario. L'aggredito è stato curato all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina.