Saranno sentiti nei prossimi giorni in Procura i due addetti al front office per l'attività amministrativa della gestione delle spiagge comunali relativa all'estate 2021. La convocazione è stata notificata ieri mattina ai due operatori dell'azienda speciale dagli uomini della Capitaneria di Porto, che ha la delega per l'indagine penale che va avanti parallelamente a quella amministrativa chiusa pochi giorni fa dalla squadra di ispettori di Inps, Inail e Ispettorato del lavoro. Dal verbale di accertamento è emerso ciò che era sembrato chiaro dal primo momento, ossia che i bagnini forniti all'azienda speciale di Terracina rispondevano non alla ditta che figura nel contratto bensì ad altro soggetto.
Il doppio binario
Il verbale unico di accertamento dell'Ispettorato, ora allegato al fascicolo penale, ritiene nullo, anzi inesistente sul piano giuridico, il contratto stipulato a luglio 2021 tra l'Azienda speciale e la ditta individuale Marcoccia Simone. Il rapporto di fornitura viene attribuito alla «Acqua Blu» srl di cui è amministratore unico Marcello Masci, consigliere di maggioranza al Comune di Terracina per la lista «Noi con Toti» che esprime un assessore nella Giunta in carica. Si legge nel verbale che «gli elementi emersi consentono di individuare quale datore di lavoro effettivo la società Acqua blu srl, ne consegue che con specifici verbali sono state annullate le posizioni contributive costituite formalmente dalla ditta individuale ‘Marcoccia Simone' e le stesse sono state ricondotte alla società ‘Acqua blu srl'». Un elemento chiarissimo che porta alla contestazione di interposizione di manodopera, per il momento. L'indagine come è noto riguarda, a questo punto, anche altro ed è il motivo per il quale saranno sentiti i due addetti al front office delle spiagge.
La genesi ispettiva
L'accertamento, svolto tra il primo ottobre e il 31 dicembre 2021, è iniziato in seguito ad un esposto del sindacato UilTucs e da novembre sono stati ascoltati alcuni dei bagnini utilizzati sulle spiagge che la scorsa estate passarono dalla gestione in concessione a privati a quella pubblica dell'azienda strumentale dell'ente. Durante le audizioni i bagnini dissero che erano stati invitati a restituire parte dello stipendio da una collaboratrice della Acqua Blu, a sua volta sentita dagli ispettori. Marcello Masci, in quanto consigliere, poteva risultare incompatibile alla fornitura del personale per le spiagge, per la sua carica istituzionale elettiva. In quanto imprenditore il suo lavoro consiste proprio nella fornitura di bagnini a molti stabilimenti della zona, però l'estate 2021 è stata assai diversa dalle altre ed è iniziata la gestione pubblica delle spiagge, generando l'incompatibilità superata con l'iscrizione, in extremis, della ditta individuale Marcoccia. Ritiene l'Ispettorato che tutte le buste paga emesse dalla «Marcoccia» siano una finzione e infatti il recupero delle adempienze Inps, pari a 24 mila euro, viene attribuito in solido all'Azienda speciale. Quest'ultima, come chiarito all'inizio dalla direttrice Carla Amici, siglò il contratto con la ditta Marcoccia in buona fede e comunque le tranches di pagamento per la fornitura di manodopera furono erogate sulla base delle buste paga inviate dal consulente della ditta individuale Marcoccia. L'Azienda dopo l'avvio delle verifiche annunciò che si sarebbe costituita contro i responsabili del raggiro, intenzione vieppiù necessaria ora che è stata notificata la responsabilità in solido sul mancato versamento delle differenze contributive per i bagnini.
A margine
Dunque stando al verbale, un consigliere di maggioranza avrebbe bluffato con l'azienda che è diretta emanazione dell'ente che amministra. In più sarebbe stato lo stesso consigliere a mettere in piedi l'idea di chiedere indietro in contanti le differenze retributive. Cosa che alcuni bagnini fecero davvero come hanno ammesso davanti agli ispettori. In questa storia conta molto ciò che ha detto lo stesso Marcoccia quando è stato sentito in sede di ispezione. «La maggior parte dei dipendenti - si legge nel verbale - assunti dalla ditta individuale ‘Marcoccia Simone' aveva già lavorato, con le stesse modalità, alle dipendenze della società ‘Acqua Blu' da cui erano cessati, per riprendere senza soluzione di continuità con la ditta oggetto di verifica. In alcuni casi, addirittura, i dipendenti ignoravano la circostanza della modifica del datore di lavoro. Lo stesso signor Marcoccia Simone, sentito al riguardo, ha ammesso di non essersi mai occupato della gestione dei rapporti di lavoro e di non conoscere i propri dipendenti, né dove lavorassero. Il medesimo ha dichiarato infine di non conoscere neanche dove fosse custodita l'attrezzatura di lavoro». Sembra la figura perfetta del prestanome. Ma ciò che resta ancora un rebus è come sia stato possibile che nessuno dell'amministrazione locale e del consiglio comunale si sia accorto che il vero fornitore di bagnini fosse Masci. E come sia stato possibile pensare di farla franca, che passasse l'estate insieme agli atti falsi e alle bugie, oltre ai ricatti sulle retribuzioni. Il verbale dell'Ispettorato per il momento non ha provocato alcuna reazione politica e nessuno, nemmeno l'opposizione, ha chiesto spiegazioni a Marcello Masci circa il contenuto, piuttosto grave, del documento.