La raccolta differenziata che non decolla potrebbe costare al Comune di Latina la bandiera Blu. Il vessillo che certifica la qualità non solo delle acque del mare ma anche quella di tutta una serie di servizi, non sventolerà più nel 2022 in quanto Latina non raggiunge la quota del 40% di raccolta differenziata. I criteri indicati dalla Fee, Foundation for Environmental Education, sono stringenti e quella quota minima stavolta rischia di essere motivo di esclusione.
Il vessillo blu sventola a Latina dal 2014. Nel corso degli ultimi tre anni, però, l'ente s'è giocata quasi sempre la carta della deroga propria per quanto concerne la raccolta differenziata dei rifiuti. Stavolta non è più possibile. L'assessorato all'Ambiente ha provato a correre ai riparti innalzando tutta un'altra serie di servizi: ad esempio saranno aumentate le postazioni di salvataggio. Ma potrebbe appunto non essere sufficiente.
Evidente che non appena s'è sparsa la notizia, l'opposizione ha scatenato la propria ira contro l'amministrazione. Il gruppo consiliare Latina nel Cuore, in particolare, punta il dito contro il sindaco. «Spesso Coletta e i suoi assessori si ergono a professori, impartendo lezioni al mondo su come si fa la raccolta dei rifiuti e su come le loro scelte sarebbero esempio in tutto il Paese. Poi, però, quando la propaganda si scontra coi numeri, ecco che la realtà assume contorni diversi. Legambiente nel dossier Comuni ricicloni pone Latina agli ultimi posti nazionali con un mediocre 29,90%. Peraltro, se in cinque anni in Italia la tassazione sui rifiuti, la Tari, è aumentata dell'1, 6%, a Latina l'incremento è stato vertiginosamente più alto, pari al 13,4%. Un aumento che grava sulle tasche dei nostri concittadini a fronte di un servizio che, per mezzo di un eufemismo, potremmo giudicare insufficiente.