Quattro lunghissimi giorni di agonia. Il cuore di Nikolas non voleva abbandonarlo, ma ormai il suo corpo non rispondeva più alle cure mediche. E' stato faticoso per i sanitari decidere che ormai per lui non c'era più nulla da fare e ieri, alle 18, il ragazzo di Sermoneta ha lasciato per sempre i familiari e gli amici che da giorni pregavano per lui. Un paese è ora in lutto per la perdita di Nikolas Bandiziol, 30 anni, amante della buona musica e appassionato di ristorazione. Molto conosciuto a Sermoneta e Sezze. Il destino tragico, ancora una volta, è stato determinato da un fatale incidente, avvenuto alle 2.30 del primo aprile. Così come era avvenuto solo alcune settimane prima ad uno dei suoi più cari amici, Manuel Fasolilli, anche lui 30enne, e anche lui morto prematuramente a causa di un incidente stradale. E' ancora al vaglio degli inquirenti l'esatta dinamica ma Nikolas, in quella tragica notte, ha fatto tutto da solo andandosi a schiantare, con la propria auto, contro un muretto di recinzione di un'abitazione della strada provinciale a Monticchio che percorreva tutti i giorni per tornare a casa. Il ragazzo avrebbe perso il controllo del veicolo, forse a causa dell'asfalto viscido e della velocità sostenuta uscendo da una semi curva.


Le condizioni di Nikolas sono apparse subito drammatiche, tanto da far temere il peggio già pochi minuti dopo il ricovero. Era stato soccorso dai vigili del fuoco, tirato fuori dalle lamiere dell'abitacolo ancora vivo, grazie ai soccorritori che si sono prodigati nel migliore dei modi con l'aiuto degli operatori del 118 e dei carabinieri di Aprila. Ricoverato al Goretti, e sottoposto ad intervento chirurgico d'urgenza per limitare i danni di una emorragia celebrale, aveva resistito ma senza dare cenni di ripresa. Un quadro clinico disarmante. L'attesa nella speranza che qualcosa accadesse, ma non c'è stato nulla da fare.
Una perdita, l'ennesima, nel giro di poche settimane per le comunità di Sermoneta e Sezze, paese che ha dato i natali alla mamma del ragazzo, e che ancora una volta piange un proprio concittadino ed un figlio.