Tra le pieghe delle inchieste sugli omicidi di Erik D'Arienzo e Fabrizio Moretto consumati tra Latina e Sabaudia, gli investigatori dei Carabinieri hanno individuato alcuni personaggi con affari nello spaccio e individuato i rispettivi canali di approvvigionamento, due diversi gruppi composti da personaggi influenti della criminalità latinense capaci di ricorrere alla violenza per costringere i loro clienti a onorare i debiti contratti nella fornitura delle partite di droga, soprattutto cocaina e hascisc. Ne è scaturita un'indagine - condotta dai militari del Nucleo Investigativo del comando provinciale dell'Arma nell'ambito dell'attività di contrasto dei reati pianificata su impulso del colonnello Lorenzo D'Aloia - che ieri ha portato all'arresto di otto persone, indiziate a vario titolo dei reati di traffico di sostanze stupefacenti, rapina, sequestro di persona, estorsione aggravata, lesioni personali aggravate dall'utilizzo delle armi, detenzione e porto di arma da sparo e armi improprie. Accogliendo la richiesta formulata dai sostituti procuratori Martina Taglione e Andrea D'Angeli, che hanno coordinato l'inchiesta, il giudice per le indagini preliminari Giorgia Castriota ha disposto la custodia cautelare in carcere per Giuseppino Pes di 60 anni, Alessandro Artusa di 58 e Roberto Ciarelli di 26 anni, tutti di Latina, riconducibili a uno dei due gruppi, ma anche Pietro Finocchiaro di 42 anni, Adriano Sarrubbi di 27 e Amine Harrada di 41 anni componenti dell'altra fazione. Agli arresti domiciliari sono finiti invece Gianluca Pezzano e Cristina Giudici di 39 e 30 anni, ossia i due soggetti attorno ai quali era scaturito l'approfondimento investigativo che si rifornivano dai due diversi sodalizi e ne hanno subito le ritorsioni.