Le ultime indagini sulle piazze di spaccio sono scaturite dalle conseguenze, estreme, dei debiti contratti tra pusher inghiotti dal vortice della dipendenza, come la sequenza di omicidi di Erik D'Arienzo e Fabrizio Moretto. La stessa inchiesta da cui è scaturita l'operazione "I Pubblicani" si sviluppa attorno a una serie di spedizioni punitive, reazioni violente dei fornitori al mancato pagamento delle partite di droga da parte dei loro clienti. Eppure l'indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale rivelano in maniera sempre più evidente che il mercato degli stupefacenti non conosce crisi, come testimonia il proliferare di soggetti considerati intermediari, che mettono in comunicazione gli spacciatori di livello medio alto con i trafficanti che gestiscono le partite più consistenti, ma senza essere parte attiva degli scambi di forniture e denaro, salvo essere chiamati in causa nel caso in cui si crea un corto circuito per il mancato pagamento di un debito. Insomma, quando le cose girano per il verso giusto, negli affari trovano posto anche gli intermediari, ma anche quei soggetti che all'occorrenza picchiano e minacciano i cattivi pagatori.