«Una volta che ho saputo tramite la stampa e i sindacati che c'era qualcosa che non andava nei concorsi, è stato chiesto alle aziende di fare delle opportune verifiche». Quando il pubblico ministero Valerio De Luca domanda se D'Amato conosceva uno degli imputati e cioè l'ex dirigente della Asl Claudio Rainone, la risposta è secca e ripete due volte la parola mai. «Non l'ho mai conosciuto e non ho mai avuto modo di incontrarlo». E' questo uno dei passaggi della testimonianza dell'Assessore Regionale alla Sanità Alessio D'Amato nell'inchiesta sullo scandalo dei concorsi. Oggi in Tribunale si è svolto il processo e ha parlato per quasi un'ora. Sulle modalità con cui avvengono le nomine D'Amato: «Il Direttore generale è nominato dalla Regione, il direttore amministrativo e il direttore sanitario sono nominati dal Direttore generale». E sulla conoscenza con Claudio Moscardelli, ha spiegato di aver avuto interlocuzioni con Moscardelli per problemi relativi alla sanità e ha rimarcato sempre lo stesso concetto: la politica locale valorizza i professionisti locali. Il processo riprende il 16 giugno. Sono tre gli imputati nel processo, oltre all'ex segretario del Pd Claudio Moscardelli anche gli ex dirigenti Claudio Rainone e Mario Graziano Eposito.