I seminatori d'odio che su Facebook hanno pesantemente insultato Valerio Catoia sono sotto processo. E' stato il pubblico ministero Daria Monsurrò, titolare del fascicolo, a disporre la citazione diretta a giudizio nei confronti degli haters che hanno bersagliato il 22enne di Latina affetto da sindrome di Down. Valerio Catoia era salito alla ribalta nazionale dopo che nel luglio del 2017 aveva salvato una bambina che stava rischiando di annegare in mare a Sabaudia.
Oltre al reato di diffamazione viene contestata la propaganda e l'istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale o religiosa.
Il processo che vede come vittima il giovane, finito al centro di beceri commenti, inizierà a breve, tra pochi giorni. Sul banco degli imputati un insospettabile professionista e uno speaker residenti in Sardegna e in Toscana e hanno rispettivamente 52 e 31 anni. Sono stati gli investigatori della Polizia postale a risalire all'indirizzo Ip da cui sono partiti gli insulti quasi due anni fa comparsi su una pagina Facebook.
Secondo l'accusa i commenti sono stati oltraggiosi e negativi sia sulla persona che sulla disabilità – ha osservato il magistrato inquirente – riprendendo un post dedicato a Valerio Catoia pubblicato su una pagina del social network dove erano stati espressi dei giudizi positivi sull'eroico gesto. «Hanno effettuato degli screenshot della pagina sul gruppo e hanno postato alcuni commenti. In un caso un imputato ha usato un nickname e ha scritto: «La natura dà, la natura toglie», «Basta sparargli».