La Procura di Latina ha chiuso l'inchiesta relativa alla maxitruffa per un incidente stradale fantasma che aveva portato lo scorso dicembre a quattro arresti. A maggio è fissata l'udienza in Tribunale dal gup Giuseppe Cario. Era stato il pubblico ministero Andrea D'Angeli, titolare del fascicolo, a chiedere l'emissione dei provvedimenti restrittivi eseguiti dai Carabinieri e firmati dal giudice per le indagini preliminari Giorgia Castriota.
Secondo quanto ipotizzato era stato accertato un presunto raggiro che ammontava ad oltre 600mila euro per un sinistro fantasma avvenuto in via Bonaparte nel centro di Latina. I fatti contestati - oggetto dell'inchiesta - erano avvenuti nell'ottobre del 2016. Nell'indagine era stato arrestato e poi rimesso in libertà dai giudici del Tribunale anche il carabiniere Domenico Panariello e poi le misure restrittive avevano colpito anche altre persone tra cui Alessandro Caracciolo, Michelina Sereno e Antonella Di Mezza Cutillo. A vario titolo i reati contestati sono quelli di falsità ideologica, fraudolento danneggiamento di beni assicurati e mutilazione fraudolenta. L'inchiesta ha permesso di risalire ai presunti responsabili della frode ai danni della compagnia assicurativa per ottenere un risarcimento che riguarda l'incidente quando la Sereno - secondo l'accusa - era stata investita da un'auto. Il giudice nel provvedimento restrittivo aveva messo in evidenza anche la «notevole disinvoltura, dimestichezza nel porre in essere una frode assicurativa attraverso meccanismi fraudolenti che appaiono, peraltro solidi e collaudati, essendo riusciti a procurarsi, anche dietro compenso falsi certificati». Oltre alla posizione di Panariello, il Riesame aveva annullato la misura restrittiva per Antonella Di Mezza Cutillo, mentre per Caracciolo e la Serena l'impianto accusatorio era rimasto inalterato.