C'è un nodo chiamato espropri, oltre ad una serie di altri imprevisti, dietro il ritardo conclamato nell'inizio di quella che è una delle opere pubbliche più attese e chiacchierate, la nuova Pontina. Il tempo trascorso tra il primo progetto, con relativo tracciato, e l'effettiva attuazione ha fatto sì che intervenissero una serie di modifiche e adesso è più complicato del previsto «liberare» lo spazio necessario. L'ultima buona notizia risale a metà febbraio scorso con l'attribuzione di ulteriori 155 milioni destinati ad opere accessorie al tracciato principale. Ma nelle stesse settimane si sono succedute pessime notizie riguardanti, appunto, l'iter degli espropri e possibili ulteriori ricorsi che vanno certamente ad aggiungersi ai molti già posti in essere e decisi sull'iter seguito prima per l'assegnazione e poi per la scelta di modificare il progetto originario. Anche al netto delle polemiche politiche che si sono sviluppate a latere, è difficile pensare, adesso, al rispetto della tempistica prestabilita di un'opera che, comunque, arriva con venti anni di ritardo. Quelli persi con la vecchia progettazione dei primi anni Duemila. D'altro canto di «opera pubblica fra le più travagliate» ha parlato anche l'assessore regionale ai lavori pubblici e mobilità, Mauro Alessandri. La Roma-Latina, ad oggi, resta un'opera «di interesse nazionale». Esattamente un anno fa, ad aprile 2021, era stato formalizzato un cronoprogramma veloce per realizzare i cantieri sostenuto dal finanziamento di 468 milioni di euro. Un anno prima era stato revocato il precedente progetto, che costava più del triplo e che era stato al centro di un durissimo scontro giudiziario sulla legittimità degli atti di selezione del contraente privato.

Tutto questo ha pesato sul resto e comunque il nodo espropri non è stato affrontato in quella sede, ritenendo , a torto o a ragione che si potesse superare in un tempo ragionevole, di sicuro più velocemente di quanto si è impiegato a superare i ricorsi. Cosa resta in questo momento? Una strada che verrà. Un percorso burocratico irto di ostacoli quasi quanto lo è la Pontina reale. Dove vanno avanti i lavori di manutenzione ordinaria in attesa del secondo tracciato, il quale a questo punto richiederà almeno altri sei mesi per la effettiva messa a punto. Sullo sfondo c'è un mondo di imprese e lavoratori diretti e dell'indotto che avevano creduto di poter contare su questa opera non solo e non tanto per i suoi effetti benefici sulla rete stradale nazionale ma anche per l'impatto economico nel settore specifico delle costruzioni stradali. Sta andando diversamente dal previsto e per il momento non sono i tempi dei procedimenti giudiziari ad incidere sull'andamento della «infrastruttura strategica» della provincia di Latina, bensì un aspetto tipico delle opere pubbliche forse sottovalutati dall'inizio.