Il reato previsto dall'atricolo 603 al comma bis del Codice penale è quello di intermediazione illecita, o anche più semplicemente, sfruttamento del lavoro. Un delitto contro la persona di cui dovrà rispondere in aula un imprenditore agricolo di Aprilia, Fabio Longobardi, che nel settembre del 2020 venne accusato di aver aggredito un bracciante agricolo di origini indiane che avrebbe, addirittura, chiesto il pagamento di stipendi arretrati. Questo quanto ha denunciato la presunta vittima al momento del colloquio con i rappresentanti delle forse allertati dopo l'aggressione. Non solo quindi offese, parolacce, l'accusa di rubare, anche una aggressione fisica che per fortuna sembra non aver avuto conseguenze. Toni accesi da parte del datore di lavoro di fronte alle richieste di implementare quanto dovuto per il lavoro svolto, una somma che il presunto caporale, colui che aveva trovato lavoro all'immigrato, invece non voleva pagare per intero per presunti problemi nella raccolta dell'ortofrutta, zucchine in particolare. La "colpa" del bracciante che da due anni lavorava presso una grossa azienda agricola apriliana e, stando a quanto ricostruito dai militari dell'Ispettorato del lavoro dei Carabinieri, per il tramite dell'odierno imputato, era quella di non aver provveduto a piantare correttamente i semi. Tanto che parte del raccolto non era venuto alla luce. Per ripagare l'azienda dei semi mai nati, il caporale pretendeva di pagare il bracciante solo 80 euro a fronte dei 200 pattuiti. Lui addirittura chiedeva di arrivare almeno a 100 euro, ma di fronte si è trovato un muro.