In casa il clima instaurato era di terrore. Un inferno. Lo scrive anche il giudice per le indagini preliminari del Tribunale Mario La Rosa nel provvedimento restrittivo eseguito alcuni mesi fa nei confronti di un 50enne residente a Latina accusato di aver picchiato e rapinato i genitori. Nei confronti di F.M., queste le sue iniziali, il processo inizierà il prossimo 23 maggio davanti al giudice per l'udienza preliminare Giuseppe Cario. Nei mesi scorsi l'imputato era stato destinatario di un provvedimento restrittivo, sulla scorta degli elementi raccolti dalla Polizia e dagli agenti della Squadra Volante, intervenuti in casa dei genitori quando era scattato l'allarme per un'aggressione. Tra meno di un mese il via in aula e il difensore dell'imputato, l'avvocato Emanuele Farelli, punta sul rito abbreviato condizionato all'escussione delle parti offese.
I fatti contestati sono avvenuti nel capoluogo pontino nel corso di un anno.


Oltre che del reato di maltrattamenti l'uomo deve rispondere anche dell'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e rapina. Dalle indagini condotte dagli agenti della Questura di Latina, è emerso che il 50enne in diverse occasioni ha percosso i genitori costretti a subire pesanti minacce di morte. «Una situazione tale da rendere impossibile ogni forma di civile convivenza», era la conclusione a cui era arrivato il gip.
In una circostanza ha colpito la madre con un pugno - come riportato anche dalla relazione del personale del 118 - ed è emerso che era completamente privo di autocontrollo, come rimarcato dal giudice.
In un primo momento era stato sottoposto alla misura dell'allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alle parti offese (doveva restare ad una distanza di duecento metri), dallo scorso marzo era stato poi sottoposto alla custodia cautelare in carcere per l'aggravamento della misura.