Tutto ribaltato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalle difese avverso il sequestro bis dei conti correnti di alcuni imputati nell'inchiesta sul caso Guscio. Nelle scorse settimane il Riesame di Latina aveva nuovamente apposto i sigilli ad oltre un milione di euro ma nelle ultime ore è arrivato il secondo ribaltone.
I giudici della sesta sezione della Suprema Corte hanno sciolto la riserva e hanno disposto l'invio degli atti ad una nuova sezione del Riesame di Latina che si dovrà pronunciare. Intanto è stato tutto dissequestrato.
Il ricorso era stato presentato da Luca Pietrosanti, Simona Vescovo, Simone e Aldo Manenti, sono alcuni degli otto imputati. I giudici hanno condiviso la prospettazione dei difensori, gli avvocati Renato Archidiacono, Tommaso Pietrocarlo, Franco Coppi, Silvia Buonomo, Enrico Quintavalle, Marco Fagiolo e Roberto Porcaro che hanno puntato sull'assenza dei presupposti cautelari del sequestro, una ricostruzione condivisa e accolta pienamente.


Le tappe dell'inchiesta Guscio, sul fronte del sequestro disposto in un primo momento dal giudice Giuseppe Cario, erano state diverse. Nel gennaio del 2021 i giudici del Tribunale del Riesame - presieduto dal giudice Gian Luca Soana - avevano dissequestrato tutto e una volta depositate le motivazioni i pm Claudio De Lazzaro e Giuseppe Bontempo avevano impugnato la decisione presentando un ricorso in Cassazione. Lo scorso novembre da Roma erano stati rinviati gli atti ad un'altra sezione del Riesame di Latina e in questo caso il Collegio presieduto dal giudice Aldo Morgigni aveva disposto il sequestro. Finita così? Niente affatto. Le difese non hanno mollato e hanno rilanciato. Adesso la decisione finale che rimette tutto in discussione: per la terza volta il sequestro del milione e mezzo di euro finirà davanti al Tribunale di Latina. I sigilli erano stati disposti sui conti correnti degli indagati e i giudici avevano annullato, sostenendo che è assente l'elemento richiesto per la contestazione del reato che aveva portato all'emissione del provvedimento.