E' stato rinviato al 17 ottobre il processo che vede come parte offesa Valerio Catoia, il giovane affetto dalla sindrome di Down, pesantemente insultato su Facebook. Ieri a causa di un difetto di notifica il processo è slittato. Era stata la Procura a indagare i due seminatori d'odio che hanno pesantemente insultato il giovane nominato dal Capo dello Stato anche alfiere della Repubblica dopo che nel luglio del 2017 aveva salvato una bambina che stava rischiando di annegare in mare a Sabaudia.

Oltre alla diffamazione viene contestata la propaganda e l'istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale o religiosa. Sul banco degli imputati un insospettabile professionista e uno speaker residenti in Sardegna e in Toscana e hanno rispettivamente 52 e 31 anni. E' stata la Polizia postale a risalire all'indirizzo Ip da cui sono partiti gli insulti quasi due anni fa. «I commenti sono stati oltraggiosi e negativi sia sulla persona che sulla disabilità – ha osservato il magistrato inquirente Daria Monsurrò – riprendendo un post dedicato a Valerio Catoia pubblicato su una pagina del social network dove erano stati espressi dei giudizi positivi sull'eroico gesto. In un caso un imputato ha scritto. «Ha usato il mongommone». La parte civile è rapresentata dall'avvocato Alessandro Mariani, gli imputati sono difesi dall'avvocato Alfonso Falcone.