Si è concluso con l'assoluzione "per non aver commesso il fatto" il procedimento penale a carico di un 25enne di Fondi accusato di lesioni gravissime: per la Procura, avrebbe colpito un coetaneo con una bastonata tale da far perdere alla parte offesa la vista a un occhio. Ieri la sentenza di primo grado al termine del processo con rito abbreviato celebrato davanti al giudice Giuseppe Cario. Sul banco degli imputati, il giovane di 25 anni assistito dall'avvocato Marco Popolla. La parte offesa, un 24enne anche lui di Fondi, si è invece costituita parte civile tramite l'avvocato Arcangelo Peppe.


La vicenda da cui è scaturito il procedimento penale risale al 2016 ed è avvenuta alla stazione di Fondi. Secondo l'accusa, il movente dell'aggressione è riconducibile alla gelosia e, in particolare, a una giovane che, una volta chiuso il rapporto col 25enne, avrebbe cominciato a frequentare l'altra parte in causa. Il 24enne viene colpito alla testa con un bastone di legno. Intervengono le forze dell'ordine e sin dalle prime visite mediche effettuate nei giorni successivi all'accaduto emerge la gravità delle lesioni, che sono state poi oggetto anche di perizia nell'ambito del procedimento penale e vengono ritenute compatibili col colpo inferto da un oggetto contundente. Il ragazzo, a causa del colpo, perderà la vista a un occhio.

Sporta denuncia, le accuse vengono rivolte verso il 25enne di Fondi il quale, una volta concluse le indagini e chiesto il rinvio a giudizio, decide di essere processato con il rito abbreviato. Nel corso del processo, su istanza del difensore dell'imputato, vengono sentiti anche alcuni testimoni dal cui racconto, però, pur emergendo la conferma dell'aggressione avvenuta in stazione, non emergono dettagli sull'aggressore che avrebbe inferto la bastonata né viene di conseguenza riconosciuto l'imputato quale aggressore. Il pubblico ministero, nel corso della precedente udienza, aveva chiesto la condanna dell'imputato a tre anni e tre mesi. Ieri, invece, è arrivata l'assoluzione con formula "per non aver commesso il fatto". Le motivazioni saranno depositate tra sessanta giorni. Dopodiché la Procura e la parte civile avranno facoltà di proporre un eventuale ricorso in appello.