Un bloc notes con poche parole: «Non volevo ucciderla. La amo». Lo aveva con sè Pietro Ialongo, l'uomo arrestato per l'omicidio di Romina De Cesare.

In 24 ore è stato risolto il delitto di via del Plebiscito che ha sconvolto i residenti del centro storico di Frosinone come pure la comunità di Cerro al Volturno, paese da dove venivano i due ex fidanzati, 38 anni lui, 36 lei (anche se la ragazza era nata a Parigi). Da un po' vivevano a Frosinone lei aveva fatto la commessa e ora lavorava a un bar sempre al centro storico del capoluogo. E avevano scelto come loro dimora proprio quell'appartamento dove i due, negli ultimi tempi vivevano da separati in casa. Lei, infatti, aveva intrapreso un'altra relazione con un metronotte di Alatri e questo potrebbe essere stata la causa scatenante di tanta violenza. Secondo quanto accertato dalle indagini congiunte delle procure di Frosinone e Latina l'uomo l'avrebbe strangolata e pugnalata con diversi fendenti. Poi, sentito dai carabinieri di Sabaudia, diretti dal comandante Pietro Maglione, che lo avevano prelevato dalla spiaggia di Sabaudia, nudo e in stato confusionale, ha ammesso i fatti. Di «elementi inconfutabili» e di «confessione» ha parlato il procuratore di Frosinone Antonio Guerriero che si è interfacciato con il collega di Latina Giuseppe De Falco, peraltro suo predecessore all'ottavo piano del palazzo di giustizia.

Le indagini in via del Plebiscito sono state condotte dalla squadra mobile di Frosinone, diretta dal dirigente Flavio Genovesi. Un'attività lodata dallo stesso procuratore Guerriero come dal questore Domenico Condello. Rimarcato il fatto che la risposta è stata immediata. Il caso, dunque, è chiuso in 24 ore.

All'esito di un'approfondita attività d'indagine, condotta quindi dai carabinieri di Sabaudia e del Reparto operativo, nucleo investigativo di Latina, e dalla Mobile di Frosinone i due procuratori hanno annunciato il fermo dell'uomo. «Le indagini sono sore a seguiti di segnalazione dell'attuale compagno, insospettito dal fatto che la donna non dava più notizie dalla notte precedente - spiegano dalle due procure - il successivo intervento della squadra mobile nell'abitazione della stessa consentiva di constatare la presenza del cadavere riverso al suolo di Romina De Cesare, uccisa da diverse coltellate». Il sopralluogo nell'appartamento di via del Plebiscito dei magistrati della procura (sul posto si è portato lo stesso Guerriero con il pm Barbara Trotta), della polizia scientifica di Roma e del medico legale serviva a ricostruire il delitto che sarebbe avvenuto nella notte tra lunedì e martedì. E, a quanto accertato, anche Ialongo sarebbe arrivato sul litorale pontino sull'Audi A4 la notte stessa tra le 3.30 e le 4. Ialongo, infatti, era stato segnalato da alcuni passanti sul lungomare di Sabaudia, nudo e in stato confusionale. I carabinieri hanno subito notato escoriazioni e graffi e si sono insospettiti, come anche del fatto che l'uomo avesse lasciato l'Audi a Punta Rossa, San Felice, e sia stato ritrovato a Torre Paola, a Sabaudia. «Le indagini successive - si legge nella nota delle due procure - facevano emergere l'esistenza di una serie di contrasti tra la vittima e l'ex fidanzato, accresciuti a seguito della nuova relazione della donna con un'altra persona». Da qui e da altri elementi «i presupposti per considerare l'ex fidanzato come indagato del reato di omicidio ai danni di Romina De Cesare». I graffi e le escoriazioni sono stati autoinferti dall'uomo che avrebbe cercato di suicidarsi, cercando di strangolarsi e di tagliarsi le vene e poi di annegarsi. Nel corso dell'interrogatorio davanti ai pm di Frosinone e Latina, Barbara Trotta e Claudio De Lazzaro, finito alle 4 di notte, l'uomo ha confessato. Ma era in uno stato di forte agitazione. All'esito dell'interrogatorio è stato emesso così un decreto di fermo. L'uomo è stato poi portato nel carcere di Latina in attesa dell'udienza di convalida.

I moventi sono ancora in fase di accertamento. Non si esclude la gelosia, «anche se ulteriori approfondimenti sono in corso in merito ad eventuali motivi economici», spiegano dalle procure. Nel corso delle indagini è stato ritrovato un bloc notes con alcune frasi appuntati tra cui "Non volevo ucciderla. La amo".

Il procuratore Guerriero nell'annunciare un protocollo d'intesa con la prefettura per tutelare le donne e le persone più fragili ha esclamato: «Dobbiamo insieme costruire una cultura contro i femminicidi. Questa storia dei femminicidi e di continua violenza sulle donne deve finire».