«Uccido prima te con lui e poi mi ammazzo». E' una delle minacce rivolte da un uomo all'indirizzo della ex moglie. Le condotte - come ipotizzato dagli inquirenti - sono state vessatorie e la vita della donna è diventata un inferno. Alla fine ha denunciato i fatti ed è nata un'inchiesta che ha portato al processo. Ieri nel corso del dibattimento che si è svolto davanti al gup del Tribunale Mario La Rosa, l'uomo ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato (un giudizio previsto dal codice che prevede la riduzione di un terzo della pena in base agli elementi raccolti in fase di indagini preliminari). Alla fine della sua requisitoria, il pubblico ministero Marco Giancristofaro dopo aver ripercorso i fatti, ha chiesto per S.L., queste le sue iniziali, la condanna a tre anni di reclusione mentre la difesa, rappresentata dall'avvocato Francesca Bruni, ha tentato di scardinare le accuse. Alla fine della camera di consiglio il giudice ha emesso la sentenza. La parte offesa si è costituita parte civile ed è rappresentata dall'avvocato Cinzia Oppedisano del Centro Antiviolenza Donne al centro di Aprilia.