Nonostante la compravendita fosse in fase avanzata ed avviata a seguito di un avviso pubblico, il rogito per quel locale regionale in Piazza Santa Barbara a Sabaudia, regolarmente aggiudicato a un'acquirente, salta per ben due volte. Da Invimit, la società incaricata di dismettere il patrimonio immobiliare regionale, arriva, invece, all'aggiudicataria un'offerta a titolo di risarcimento di 20mila euro per la mancata conclusione della vendita. Una decisione, a detta degli inquirenti, meritevole di un approfondimento.

Rientra anche questo episodio tra quelli che, per effetto domino, travolgono Chiara Magoni, l'imprenditrice di Sabaudia che ha denunciato l'odissea per avere "osato" tentare di acquistare un locale regionale nel centro storico di Sabaudia.

Una vicenda iniziata nel 2020 con una denuncia della donna e che ha portato all'arresto di Salvatore Di Maio, ritenuto a vario titolo responsabile del reato di turbata libertà degli incanti ed intestazione fittizia di beni.

Questi i reati contestati dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e dal sostituto Claudio De Lazzaro. Il provvedimento è stato eseguito giovedì scorso dagli agenti della Squadra Mobile su disposizione del Gip Giuseppe Cario.

In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, il locale era stato occupato dal 75enne finito ai domiciliari per diversi anni, fino al 2001 poi l'occupazione era passata ad uno dei figli fino ad una sentenza del Tribunale di Latina del 2014 arrivata proprio a seguito di una causa con la Regione in cui veniva disposto che il locale fosse rilasciato.

Era stato inoltre disposto il pagamento di una somma consistente per gli anni di occupazione abusiva. L'immobile entra quindi nella gestione di Invimit e viene messo in vendita. E qui inizia la storia dell'imprenditrice di Sabaudia, oggi assistita dall'avvocato Fabio La Macchia, che dopo questa vicenda si è trasferita all'estero ricominciando con un'altra attività, portandosi dietro però tante ripercussioni anche dal punto di vista psicofisico per l'incubo vissuto nella sua città. Contattata telefonicamente nella giornata di ieri ci ha fatto sapere di essere comunque in attesa che la vicenda si concluda anche in un'altra sede, quella del Tribunale Civile. È in piedi un contenzioso contro Invimit ma le figure chiamate in causa nella ricostruzione di quanto avvenuto sarebbero molte e su vari livelli.