L'inchiesta della Procura di Latina sul crollo improvviso del controsoffitto all'interno di una delle tre aule ricavate nel locale palestra dell'istituto superiore Marconi, dovrà stabilire le cause del cedimento improvviso, ma anche e soprattutto accertare se la struttura rispondeva ai canoni di sicurezza, ovvero se era stata realizzata in maniera idonea. Per fortuna l'incidente non ha provocato particolari conseguenze ai tre studenti diciassettenni coinvolti, ma dovranno essere valutate comunque le responsabilità penali del caso.

Sostanzialmente gli inquirenti intendono capire se sia stato un fattore esterno e imprevisto a causare il cedimento strutturale del soffitto dell'aula, quindi se le aule siano state realizzate in maniera corretta, oppure se il crollo sia stato determinato proprio dalla tipologia di intervento adottato per l'installazione di pareti e coperture "leggere" per sfruttare lo spazio a disposizione nella palestra. Serviranno quindi alcuni riscontri tecnici per valutare le opere installate e al tempo stesso esanimare i documenti inerenti l'appalto.

Prima di tutto va considerato che il crollo è avvenuto in una delle tre aule ricavate nella palestra dell'istituto Marconi con un intervento che risale all'estate del 2020, quando la Provincia di Latina, ente proprietario e gestore dei plessi che ospitano le scuole superiori, ha effettuato una serie di lavori per ampliare gli spazi a disposizione delle classi in virtù dell'emergenza sanitaria dovuta al covid che richiedeva nuove aule per distribuire meglio gli alunni, rispettando le norme sul distanziamento. Erano quindi lavori che andavano eseguiti con una certa urgenza, ovvero entro l'inizio dell'anno scolastico, finanziati grazie ai fondi messi a disposizione dal Governo, un milione di euro circa solo all'Ente di via Costa. Parliamo comunque di una scuola che paga la carenza di spazi, tanto che fa ricorso a una succursale all'interno del plesso Einaudi in attesa che venga completato l'iter per l'ampliamento della struttura principale di via Reno.

Tornando alle tre classi realizzate nella palestra, l'opera era stata seguita da un tecnico esterno alla Provincia, incaricato dall'ente con una chiamata diretta per l'incarico che comprendeva progettazione esecutiva, coordinamento della sicurezza e direzione dei lavori: applicando un ribasso medio del 21% il suo lavoro era costato 9.047,81 euro, previdenza e iva comprese, come si legge nella determinazione del 19 agosto. Appena cinque giorni dopo lo stesso settore Edilizia Scolastica della Provincia aveva individuato anche l'impresa per l'appalto, una società pontina che aveva offerto il ribasso maggiore tra le cinque invitate a partecipare, scelte tra gli elenchi delle imprese abilitate: se inizialmente l'ente prevedeva una spesa di 73.266,41 l'impresa è stata in grado di offrire un ribasso del 39,23% sulla base d'asta. Una riduzione notevole, che inevitabilmente alimenta i sospetti sulla bontà dei lavori eseguiti alla luce di quello che è successo. Un intervento edilizio che in ogni caso era stato regolarmente approvato dalla Provincia.