Il direttore generale Carla Amici citata in giudizio dalla procura regionale della Corte dei Conti per la tipologia contrattuale che regola, dal 2015, il suo incarico all'Azienda speciale. Con lei, in via sussidiaria, sono stati chiamati a rispondere il sindaco Roberta Tintari e i consiglieri di amministrazione dell'Azienda che si sono susseguiti dal 2016 al 2020, più due revisori dei conti. Otto persone, tra cui compare l'attuale assessore all'Ambiente Emanuela Zappone, ex membro del Cda. Prescritti, invece, gli anni tra il 2010 - anno in cui Amici vinse il concorso - e il 2014. L

'istruttoria contabile parte da una denuncia dell'associazione "Caponnetto", che ha contestato la presunta illegittimità della forma contrattuale con la quale la dottoressa Amici svolge il suo ruolo di direttore generale dell'ente strumentale del Comune. Secondo le ipotesi della procura contabile, il trattamento economico previsto dal Ccnl dei dirigenti degli enti locali non poteva essere applicato alla Amici in quanto figura esterna all'ente pubblico e la sua applicazione avrebbe comportato un compenso superiore (quasi 95 mila euro) rispetto a quello che sarebbe stato riconosciuto dall'articolo 8 dello Statuto dell'Azienda speciale, ovvero il Ccnl dirigenti di aziende pubbliche locali (84.545 euro). La magistratura, dunque, ipotizza un danno erariale di circa 51 mila euro, che è la differenza tra i due importi. Non solo. Apre un altro scenario: dice che, se dovesse ritenersi applicabile al direttore il Ccnl enti locali, risulterebbe invece violato il principio della omnicomprensitività, dal momento che Amici è stata destinataria di un contratto aggiuntivo di consulenza del lavoro, fiscale, contabile e tributaria con un compenso di circa 32 mila euro annui, che per cinque anni avrebbe portato a un introito di 160 mila euro circa. Che equivale al danno erariale.

Le ipotesi saranno discusse in tribunale, la prima udienza è prevista per il 22 settembre. La difesa della Amici, rappresntata dalla professoressa Luisa Torchia, esclude in toto che sia stato commesso alcun danno erariale e ancor di più esclude ci sia stato il dolo. Una perizia è stata depositata in sede di audizione sulla onerosità dei contratti. Così ha commentato la direttrice Amici, raggiunta al telefono: «La Corte dei Conti sta conducendo un'istruttoria e noi ci difenderemo, ritenendo di aver agito nel pieno della legittimità. Quel contratto non l'ho scelto io, ho partecipato ad una selezione pubblica, firmando poi alla presenza delle organizzazioni sindacali. Se sarò condannata pagherò, ho già attivato in via preventiva una polizza assicurativa e nessuna delle persone citate in giudizio, che lo sono state esclusivamente in via sussidiaria e dunque in caso di mia inottemperanza, sarà coinvolto. Sono tuttavia convinta di aver agito nella piena legittimità».