Per il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Latina il pentito Maurizio Zuppardo non è attendibile quando punta il dito contro nove carabinieri accusandoli di avergli fornito cocaina in cambio delle informazioni rese negli anni.
Per i giudici del Tribunale del Riesame di Roma, Maurizio Zuppardo è invece assolutamente credibile quando parla dei suoi rapporti con gli investigatori in epoca antecedente al suo ingresso nel mondo dei collaboratori di giustizia, quando era soltanto un informatore dei carabinieri.

E la diretta conseguenza di questo ribaltamento di prospettiva, è che uno dei militari accusati da Zuppardo, il vicebrigadiere Fabien Williot, dovrà superare il giudizio della Corte di Cassazione per evitare di finire agli arresti domiciliari, misura chiesta dal Pm Valentina Giammaria e rigettata qualche settimana fa dal Gip Giuseppe Cario.