Colpito da una bottiglia incendiaria sull'uscio di casa, Antonio Di Silvio detto Cavallo, 56 anni, è finito ieri in ospedale in condizioni delicate a causa delle gravi ustioni riportate nell'incendio innescato con folle lucidità dalla mano di un uomo che lo conosce bene, a tal punto da farsi aprire la porta di casa, un alloggio popolare al pianterreno di uno dei condomini di via Grassi. Un vero e proprio agguato, quello consumato nella tarda mattinata di ieri nel cuore del quartiere popolare Nicolosi, per il quale i Carabinieri del comando provinciale di Latina hanno già fermato un sospettato, Angelo Sinisi di 44 anni: rintracciato al culmine di un'indagine lampo, è stato portato in caserma ieri pomeriggio e la sua posizione è al vaglio della Procura di Latina.

L'episodio si è consumato una decina di minuti prima di mezzogiorno, quando le grida di dolore della vittima hanno infranto la tranquillità del rione di fondazione che a quell'ora brulicava ancora di gente. In una manciata di minuti, in via Grassi, si sono precipitati i Vigili del fuoco e i soccorritori di un'ambulanza del servizio 118 che hanno rispettivamente spento le fiamme e trasportato d'urgenza Antonio Di Silvio presso il pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria Goretti di Latina, da dove poi è stato trasferito in eliambulanza presso l'ospedale Sant'Eugenio di Roma per il ricovero nel Centro Grandi Ustionati dov'è stato sottoposto alle cure specialistiche. Intanto erano confluite in zona anche le pattuglie dei Carabinieri, intervenuti con personale in divisa e in borghese del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Latina e con i detective del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo provinciale: nel giro di pochi istanti i militari sono riusciti a raccogliere una serie di testimonianze che hanno permesso di indirizzare l'indagine per il verso giusto. Nel frattempo gli specialisti dei Vigili del fuoco hanno documentato la presenza di liquido infiammabile e acquisito i resti della molotov.

Fino a ieri mattina Antonio Di Silvio era ristretto ai domiciliari per la condanna a quattro anni di reclusione, in primo grado, pronunciata dal giudice del Tribunale di Latina per la rapina consumata ai danni di un giovane tre anni fa proprio nel quartiere Nicolosi. Da casa, ritengono gli investigatori, Cavallo avrebbe continuato a spacciare, attività illecita che gli era costata l'arresto più volte negli anni passati. L'ultimo blitz che aveva testimoniato il via vai di clienti fuori dal suo appartamento, risale a un anno fa circa, quando fu smascherato anche il metodo utilizzato per aggirare i controlli: una serie di telecamere di video sorveglianza e un separè nel cortile retrostante al palazzo, proprio a ridosso di una finestra, gli consentivano di evitare le visite sgradite e celare il passaggio di mano con i clienti. Quella volta in manette finì il nipote, trovato con una trentina di grammi che stava cercando di sottrarre al controllo.

Ieri mattina probabilmente Antonio Di Silvio non si aspettava un agguato del genere quando ha sentito bussare alla porta o persino stava aspettando l'uomo che gli ha teso l'imboscata. Gli investigatori del colonnello Lorenzo D'Aloia stanno lavorando per ricostruire i fatti nella loro interezza, ma soprattutto per definire il quadro indiziario a carico del sospettato e stabilire quali siano le circostanze che lo hanno portato a compiere un gesto del genere.