E' stata una sorta di replica dell'udienza precedente la deposizione dell'imprenditrice Gina Cetrone ieri pomeriggio, interrogata in aula dal suo difensore Lorenzo Magnarelli e dal pm Luigia Spinelli. L'ex consigliera regionale ha chiarito nuovamente due aspetti delle contestazioni a suo carico, ossia il fatto di «non aver mai avuto rapporti con i Di Silvio» e di non aver mai chiesto ad Agostino Riccardo di presentarsi a casa sua nello stesso giorno (e ora) in cui aveva appuntamento con un cliente debitore per una fornitura. Ma il colpo di scena di ieri pomeriggio ha riguardato la testimonianza dell'ex parlamentare di Fratelli d'Italia Pasquale Maietta che in origine era stato citato dalla Procura come teste imputato in procedimento connesso, posizione su cui ci sono state eccezioni della difesa di Gina Cetrone, accolte dal Tribunale.

Di conseguenza Maietta è stato sentito come testimone comune e in tale veste non ha potuto avvalersi della facoltà di non rispondere né di essere assistito dal suo legale, Giuseppe Fevola. L'ex parlamentare ha negato di aver chiesto ad Agostino Riccardo, oggi nella veste di pentito, di convogliare i voti destinati alla Cetrone su Nocola Calandrini per le elezioni del 2013. Ha anche aggiunto che conosceva Riccardo come tanti altri a Latina e nulla più; ha ammesso che sapeva che Riccardo fosse un «truffatore». Per la prima volta in assoluto Maietta ha anche parlato della sua amicizia con Costantino Di Silvio Cha Cha, ha detto che era stato assunto per venti giorni come magazziniere del Latina Calcio e ha anche aggiunto di aver conosciuto Francesco Viola, «figura simile a Riccardo, tranne il fatto che aveva rapporti più stretti con la tifoserie». Per il resto Maietta «stende» la versione del collaboratore di giustizia e dice di non averlo mai incaricato circa i voti, smentendo anche quanto affermato dalla Cetrone circa il coinvolgimento dell'ex sindaco Giovanni Di Giorgi. Nel corso dell'udienza ha chiesto di fare spontanee dichiarazioni Armando Di Silvio, che ha ricordato come Agostino Riccardo si fosse impossessato dell'auto del figlio e che «ha avuto botte da Ferdinando Pupetto perché aveva una relazione con la moglie... Riccardo si vantava in giro di essere un Di Silvio e io gli volevo mettere le mani addosso perché non era vero».