Assolto perchè il fatto non sussiste. E' la sentenza emessa nei confronti del costruttore pontino Massimo Riccardo, imputato per truffa nella vicenda della compravendita di un appartamento in via Quarto. La palazzina non è stata mai realizzata.
Al centro del processo la somma di 120mila euro tra caparra e acconto per l'acquisto di un immobile che includeva appartamento, locale tecnico e box auto al prezzo di 360mila euro che rientrava nell'edificio che la Effebi stava realizzando. La parte offesa, che si era costituita come parte civile, è una professionista del capoluogo. Nella denuncia aveva sostenuto di aver dato un anticipo per acquistare la casa e ritiene di essere stata raggirata. Se è arrivata la sentenza di assoluzione sul fronte penale, in sede civile la professionista ha intrapreso un'azione giudiziaria e il giudice ha disposto la restituzione della somma finita al centro dell'affare.
Nei giorni scorsi in aula nel corso del processo penale davanti al giudice Francesco Valentini si è svolto l'ultimo atto. La revoca del permesso a costruire nel 2016 e l'inchiesta della Procura avevano bloccato la costruzione dell'edificio e la donna non aveva recuperato la somma.