Le operazioni sono iniziate ieri mattina e sono durate fino a sera. Non è escluso che andranno avanti anche oggi per raccogliere nuovi dettagli e riscontri concreti.
Si conoscerà nelle prossime ore il responso che darà un indirizzo preciso alle indagini sul ritrovamento a Foce Verde di un fegato e a distanza di poche ore di un rene. C'è da capire un punto prima di tutto attorno al quale ruota tutta l'inchiesta: se i resti siano di origine animale oppure nella peggiore delle ipotesi di origine umana. Nei giorni scorsi il pubblico ministero Daria Monsurrò ha nominato un medico legale e un anatomopatologo per non lasciare nulla di intentato e capire la provenienza dei resti: uno era in mare, a pochissimi metri dalla riva, l'altro invece si trovava nella scogliera di Foce Verde e a fare la scoperta in questo caso era stato un bambino di una colonia insieme alle sue insegnanti. Una volta allertati gli investigatori, i reperti sono stati sequestrati e finiti in laboratorio. La scelta di nominare anche un altro medico è stata dettata da una circostanza: avere la certezza sulla provenienza degli organi: la risposta infatti potrebbe cambiare radicalmente la rotta all'indagine.
Anche il Procuratore Capo Giuseppe de Falco si era pronunciato sul caso e aveva ribadito che: «Gli organi umani hanno talvolta analogie di struttura e dimensioni con quelli animali. Per questo motivo è necessario esaminare correttamente i reperti oggetto di rinvenimento per poter escludere in maniera certa che possa trattarsi di organi umani».
Da una settimana a questa parte sono state prese in esame tutte le ipotesi, dalle più suggestive alle più macabre, fino alle più semplici. Non si esclude anche che i resti possano appartenere ad un maiale e che qualcuno che ha macellato l'animale possa aver gettato i resti in mare aperto.
Il maiale infatti presenta alcuni organi, tra cui il fegato e il rene, identici a quelli di un uomo ed è per questo che da parte degli inquirenti continua ad esserci una buona dose di prudenza prima di sbilanciarsi.