Sono bastate due udienze per aprire e chiudere il processo in tempi velocissimi. Sono stati condannati tre indiani, accusati a vario titolo di rapine e pestaggi nei confronti dei connazionali. Volevano imporre il proprio potere criminale nella comunità indiana.
Sul banco degli imputati Jiwan Singh, imputato nel processo per l'omicidio a Borgo Montello, ritenuto il leader del gruppo, condannato alla fine a tre anni di reclusione per lesioni e il danneggiamento di un veicolo: per una rapina la Procura aveva chiesto l'archiviazione. Stessa pena per un connazionale Singh Rajit, mentre la pena più alta è stata quella inflitta a Singh Devender, 7 anni di reclusione a fronte di una richiesta di condanna del pubblico ministero Claudio De Lazzaro di otto anni.


Il risarcimento dei danni è da liquidarsi in separata sede e la condanna alla provvisionale di 10mila euro è per le due parti civili, rappresentate dall'avvocato Simone Rinaldi. Ieri mattina il processo è iniziato alle nove e nel corso del dibattimento durato quasi otto ore sono stati ascoltati diversi testimoni che hanno riferito le minacce ricevute dagli imputati e le intimidazioni anche per ritrattare e ritirare le denunce. Tra gli episodi contestati anche una rapina al Parco degli Alpini ad Aprilia e altri episodi cristallizzati dall'indagine dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia. Scontato che una volta che saranno depositate le motivazioni della sentenza, il legale degli imputati, l'avvocato Amleto Coronella, presenterà ricorso in Appello. I fatti contestati sono avvenuti un anno fa tra Latina e Aprilia e la Procura dopo la notifica delle misure restrittive, aveva esercitato l'azione penale disponendo il giudizio immediato nei confronti degli imputati.