Non smette di scatenare polemica la vicenda degli aumenti delle bollette del servizio idrico. L'associazione a tutela dei consumatori Otuc avanza una serie di perplessità relative alle voci che hanno portato all'aumento delle bollette, dalla morosità fino ai canoni per i consorzi di bonifica.


«Dai rubinetti esce poca acqua ma le bollette continuano a salire» è l'esordio dell'Organismo Tutela Utenti e Consumatori dell'EGATO4 Latina. «Visto l'anomalo valore raggiunto dalla morosità, chiediamo quali interventi/iniziative siano stati presi dai sindaci, in qualità di "soci di maggioranza", al fine di ridurre il fenomeno che negli ultimi anni addirittura risulta in forte aumento - affermano dall'associazione Otuc in una nota - Le associazioni dei consumatori da più di un anno hanno avanzato una proposta di regolarizzazione con una moratoria a favore degli utenti cercando così di andare incontro alle famiglie più svantaggiate e alle attività che, anche a causa della pandemia, hanno visto ridurre drasticamente il loro fatturato.

Ancora oggi aspettiamo di ricevere risposta». Altro aspetto è quello dei soldi ai consorzi di bonifica. «L'Otuc chiede con quale criterio sia stato determinato il pagamento annuo di euro 700mila al consorzio rispetto ai 2,2 milioni annui deciso con sentenza». Terzo punto da chiarire, secondo Otuc, è quello legato alle isole di Ponza e Ventotene. «Più volte è stato chiesto al Dirigente della Sto che i costi extra sopportati da Acqualatina, a seguito di reiterate prese di posizione giudiziarie di Amministrazioni locali, non venissero spalmati su tutti gli utenti perché il Gestore dovrebbe agire legalmente direttamente nei confronti dei singoli comuni. Vedasi il caso di Ventotene, dove l'allora sindaco ha emesso ben 4 ordinanze di blocco dei lavori per la costruzione del dissalatore, con 4 ricorsi al Tar tutti persi. Il ritardo del fine lavori di alcuni mesi è costato circa 1 milione di euro in più  rispetto alla spesa preventivata. zione ancor più grave è stata quella messa in campo dal comune di Ponza che a distanza di cinque anni, a causa di resistenze locali, ancora non è autonoma con la risorsa idrica. Pertanto i costi del trasporto dell'acqua via nave (circa 14 euro e 50 a mc), per un totale annuo di circa 6ml di euro, vengono inseriti nei costi di gestione e caricati sugli incolpevoli ed ignari utenti dell'intero Ato4. Ci chiediamo se la presidenza dell'Ato 4 e le varie conferenze dei sindaci che si sono succedute negli anni, abbiano mai preso una posizione a tutela dei consumatori dell'intero Ato».

L'Otuc, in definitiva, chiede un maggior rispetto per gli utenti e informazioni più puntuali. «Riteniamo che l'utente debba essere informato in modo corretto e più chiaramente possibile al fine di poter esprimere valutazioni, conoscendo effettivamente i contenuti e l'operato di chi ci rappresenta sia a livello politico come soci di maggioranza del Gestore, e sia da parte del Gestore stesso per quanto riguarda gli interventi e la gestione complessiva della risorsa idrica che, è bene ricordarlo, vede il nostro territorio tra quelli in cui la dispersione del prezioso bene è tuttora superiore al 70%» conclude la nota.