Ha testimoniato il dirigente della Squadra Mobile di Latina Giuseppe Pontecorvo ieri nel processo dell'operazione Ottobre Rosso. E' solo una prima parte della deposizione che andrà avanti nella prossima udienza. Davanti al Collegio penale, presieduto dal giudice Francesco Valentini, e al pm Antonio Sgarrella titolare del fascicolo, l'investigatore che aveva diretto le indagini ha ripercorso le tappe dell'inchiesta nata dopo una denuncia presentata in Questura da un imprenditore pontino, che risale al 2020. Sul banco degli imputati ci sono Gianluca Tuma, Gino Grenga e Stefano Mantovano, nei loro confronti i reati ipotizzati sono a vario titolo tentata estorsione e intestazione fittizia di società. Gli accertamenti avevano portato ad indagare su alcune attività commerciali in particolare nel settore della ristorazione tra Latina, Terracina e San Felice Circeo che tramite alcuni prestanome - secondo l'accusa - erano riconducibili a Tuma.

Il capo della Mobile ha ripercorso la genesi dell'inchiesta e i contatti tra gli imputati e ha letto in aula alcuni passaggi delle intercettazioni telefoniche e ambientali su cui si fonda - ha osservato - l'impianto accusatorio. L'investigatore ha inoltre sostenuto che le intercettazioni rappresentano un elemento di prova. «Hanno avuto un peso nell'economia dell'inchiesta» che ha portato poi a raccogliere altri elementi. I passaggi delle conversazioni ascoltate e finite agli atti secondo l'accusa rappresentano un riscontro alla denuncia presentata dalla parte offesa che aveva testimoniato nel corso della precedente udienza. La deposizione del dirigente della Squadra Mobile è durata meno di un'ora. Non è finita, nella prossima udienza andrà avanti e a seguire è previsto il controesame da parte del collegio difensivo, composto dagli avvocati Oreste Palmieri, Alessandro Diddi, Leone Zeppieri, Luca Amedeo Melegari, Pasquale Cardillo Cupo. Le indagini avevano portato nel novembre scorso all'emissione dei provvedimenti restrittivi firmati dal giudice Giuseppe Cario ed era stata la Procura, a seguito del pronunciamento del Riesame che aveva confermato l'impianto accusatorio, ad emettere in un secondo momento il giudizio immediato. In sede di interrogatorio gli indagati avevano negato le accuse e Tuma aveva sostenuto di non avere commesso alcun reato di quelli che gli vengono contestati. Il processo riprende il 27 settembre.